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Solomon Kane: L'eterno conflitto tra Bene e Male

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Nato dalla penna di Robert E. Howard e comparso per la prima volta sulle pagine di Weird Tales, un pulp magazine americano pubblicato a partire dagli anni ’20 e specializzato in racconti horror e fantastici, Solomon Kane è certamente meno conosciuto rispetto all’altra “creatura” dell’autore, ovvero a quel Conan che ha già trovato il suo meritato spazio al cinema (proprio in questi giorni si sta girando un reboot della saga). In realtà, nonostante entrambi gli adattamenti appartengano al filone action - fantasy, i due personaggi differiscono non poco l’uno dall’altro.

Ambientato in un XVI° secolo travolto dal caos e in cui regna il Male, Solomon Kane narra le vicende dell’omonimo spadaccino puritano che, per salvare la sua anima richiesta dal Diavolo, è costretto a un lungo cammino di redenzione e catarsi.
Una scelta obbligata ma pericolosa, soprattutto per la situazione in cui versa l’Inghilterra, razziata da predatori asserviti alla magia nera di Malachi e comandati da un oscuro cavaliere mascherato.
Respinto da tutti e aiutato solamente dalla famiglia Crowthorn, Kane potrà salvarsi solo se libererà Meredith, la loro figlia maggiore, finita nelle mani del maligno.

Nulla di particolarmente innovativo dunque, ma Michael J. Bassett, il regista, riesce a convogliare il tutto nella giusta direzione e a girare un film onesto, non trascendentale, ma comunque coinvolgente e ben dosato.
James Purefoy (impressionante la sua somiglianza con Hugh Jackman in Van Helsing) sembra l’attore adatto a calarsi nei panni del tormentato personaggio, alle prese con un percorso in cui Bene e Male sono le due facce della medesima medaglia e non esiste una soluzione ontologicamente giusta.
Pur mantenendosi ovviamente all’interno del genere di riferimento, Solomon Kane si permette anche riferimenti più “alti” a questioni etico – religiose e delinea, anche se non compiutamente, un ritratto credibile della lotta per la salvezza del protagonista.
Non mancano poi sequenze d’azione ben coreografate e scontri con creature demoniache, tra le quali un Mietitore del Diavolo, l’esercito dei “corrotti”, zombi che ricordano ghoul di lovecraftiana memoria (tanto per citare un amico e corrispondente di Robert E. Howard), streghe ed esseri infernali (alcuni dei quali forse palesano il budget non stellare a disposizione di Bassett).
Insomma, non era lecito aspettarsi molto di più.
Solomon Kane quindi funziona proprio perché non tradisce le attese del suo pubblico e intrattiene onestamente il suo spettatore di riferimento.
 

Non ai livelli del primo Conan, ma destinato a non deludere gli appassionati di action

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