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Sogno di una notte di mezza età

Scandalizzare il borghese

di

Siamo circondati da coppie la cui tenuta genera in noi perplessità, che ci aspetteremmo dovessero scoppiare in continuazione ma, a differenza di altre, reggono misteriosamente negli anni. Di questi invisibili meccanismi racconta con tono da pochade il quarto film diretto da Daniel Auteuil, che si riserva anche il ruolo del protagonista. Il facoltoso borghese Daniel rincontra il più ricco amico Patrick (Depardieu), espulso da tempo dal cerchio degli amici da Isabelle, la moglie di Daniel, perché reo di avere tradito e abbandonato la sua migliore amica. Mentre si comprende come la consorte di Daniel sia una da prendere con le pinze e la vita dell’uomo sia tutto un costante millimetrico aggiustamento per non contrariala, Patrick si è finalmente liberato e vive una nuova giovinezza a fianco della sconosciuta Emma. Daniel, incuriosito, pressato dall’amico, accetta di invitarlo a cena, nonostante l’ostilità di Isabelle. La situazione degenera quando alla sera sulla porta compare Emma, giovane, bellissima, procace, disponibile, gentile. Abbiamo già visto che il frustrato Daniel ha la tendenza a “farsi dei film”, cioè immagina a velocità vertiginosa scenari diversi delle situazioni che si trova ad affrontare e, con l’entrata in scena della ragazza, la sua tendenza deborda, portandolo a commettere imprudenze e gaffes a getto continuo, mentre in tempo reale fantastica su immaginarie svolte “narrative” a lui favorevoli. La serata sarà lunga e costellata di incidenti di vario genere, tutti comici (non siamo dalle parti di un Carnage e nemmeno del ben più sarcastico Cena tra amici). Sogno di una notte di mezza età (in originale il contraddittorio Amoreux de ma femme) è una commedia ricca di cliché, potrebbe sembrare datatissima (pur tratta dalla recente commedia del 39enne Florian Zeller), ma contiene qualche piccola eterna verità, perché certe meccaniche fra uomo e donna sono immutate dalla nostra uscita dalle caverne. Formalmente, nella ridda di prima veloci poi più prolungati pensieri “paralleli” del protagonista, verso la fine si rischia di confondere per realtà quello che è l’ennesima fantasticheria, troppo prolungata. Auteuil che preferiamo in ruoli meno farseschi, in qualche passaggio con i suoi balbettamenti, le imbranataggini e le goffaggini ricorda Woody Allen. La moglie rigida ma non sciocca è Sandrine Kiberlain, faccia ben nota di tante commedie francesi, Adriana Ugarte è la carnale tentatrice (innocente o meno non sapremo mai), Gérard Depardieu pur appesantito oltre ogni limite accettabile, rende credibile il suo personaggio, uomo che finalmente ha capito cosa vuole dalla vita e se lo prende. Ma anche la coppia principale in fondo sa bene cose vuole dalla vita, solo che lo otterrà con un percorso diverso, più tortuoso. Ogni coppia del resto ha i suoi equilibri, se funzionano chi siamo noi per stigmatizzare?

Morale convenzionale

6