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Snowden: Recensione

di

 

La morale addomesticata

Chi era Edward Snowden, che cosa è stato per l'opinione pubblica, cosa ha realmente fatto, come passerà alla storia? Per il Governo americano, per la CIA, per la NSA, per la DIA, per ogni organizzazione governativa è un delinquente, colpevole di reati associati allo spionaggio, che in un eventuale, improbabile processo, gli costerebbero molti anni di duro carcere (BradleyManning, ora diventato Chelsea, che però era un militare, è stato inghiottito dal carcere per più di trent'anni).

Pure per una parte dell'opinione pubblica Snowden è un delinquente, per un'altra è un eroe, per altri ancora è un illuso, in quanto incauto diffusore di documenti riservatissimi, che ha contribuito a svelare al mondo comportamenti inaccettabili, anche da parte di uno stato alleato. Snowden ha infatti denunciato al mondo il mostruoso apparato di intercettazione globale messo in atto dalla NSA, la potentissima National Security Agency, che effettuava intercettazioni telefoniche e di tutto il traffico su Internet, mail comprese, ottenute con la collaborazione forzata di colossi come le maggiori compagnie telefoniche americane e di Google, Yahoo, Amazon, Apple, Skype, Microsoft, Facebook e così via. Probabilmente Snowden era un bravo ragazzo americano, un idealista convinto che il suo paese potesse migliorare il resto del mondo, per il quale impegnarsi e lottare. Purtroppo nel suo paese, come in molti altri, la fedeltà alla bandiera implica l'azzeramento di qualunque scrupolo, del rispetto di qualunque altra regola. "Segretezza vuol dire sicurezza, sicurezza vuol dire vittoria". Tocca ubbidire, sempre, come un marine a vita anche se si è dei civili. Snowden era (è, ma chissà perché viene da parlare di lui al passato) anche una mente geniale in campo informatico e per questo motivo si è trovato poco a poco coinvolto a livelli sempre più alti nell'apparato di sicurezza del paese, che negli anni post 11 settembre aveva preso una deriva da Grande Fratello, sfruttando il terrorismo come scusa per un controllo globale sempre più invasivo, che certo è stato sfruttato in modi impropri. Messo sotto pressione, mano a mano che penetrava fino al cuore del Sistema, ben conscio dei rischi che correva, non per rispetto della legge ma della sua "banale" morale, ha denunciato al mondo quanto succedeva. Per non doversi un giorno trincerare dietro la già sfruttata scusa "obbedivo agli ordini". Oliver Stone, le cui idee politiche sono note a tutti, della sua vita ha fatto un buon film, che racconta con quel minimo di drammatizzazione necessaria, ma senza eccessi di nessun genere. Lode per questo anche ad uno splendido cast, nel quale brilla Joseph Gordon-Levitt. Rimandiamo alla nostra recensione dell'ottimo documentario Citizenfour che nel 2015 ha vinto l'Oscar come Migliore Documentario

del quale il film di Stone, tratto da The Snowden Files di Luke Harding e Time of the Octopus di Anatoly Kucherena, è una fedele e appassionata ricostruzione. Faticosa, sembra, per beghe con e fra personaggi che si contendono l'accesso al fuggiasco Snowden, che compare negli ultimi fotogrammi, e che del prodotto finale dovrebbe essere soddisfatto. Speriamo che il nome del regista e degli attori richiami di nuovo al cinema gli spettatori (e anche di più che per il documentario, genere mai di grande attrazione per le platee italiche), che così potranno apprendere o rinfrescarsi la memoria, che ai giorni nostri è sempre più corta. Il fatto che il film si possa raccontare quasi con le stesse parole del documentario, secondo noi gli fa onore.

 

valido

7