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Sing: Recensione

di

 Canta che ti passa

Dopo il film sui Minions e dopo Pets, torna l'animazione made in Illuminatios Entertainment, la „ditta" di Chris Meledandri, che ci regala un prodotto nettamente migliore, insieme al regista Garth Jennings, autore nel lontano 2005 della trasposizione cinematografica del mitico romanzo Guida galattica per autostoppisti e poi del poco visto Son of Rambow. Si raccontano le avventure di un gruppo di tenerissimi perdenti (tipologia da manuale per storie di questo genere), impegnati in una dura lotta di rivalsa contro i limiti che si sono autoimposti.

Il soffice koala Buster Moon, innamorato del teatro fin da piccolo, ha sempre e solo agognato di fare l'impresario ma è rimasto relegato in un angolo dello show biz, con piccole produzioni sempre in deficit. L'ottimismo, la generosità non bastano, la banca incalza, il fallimento è alle porte. Moon si inventa una nuova occasione, uno scontato talent, che solo per un errore diventa epocale, raccogliendo un tale numero di adesioni da portarlo a poter scegliere davvero dei fuori classe. Mentre tutti si salvano la vita, la salveranno anche al piccolo, coraggioso impresario. I soggetti scelti sono la maialina Rosita, annichilita dal suo ruolo di casalinga, mamma di 25 piccini, con marito assente; Ash, la giovane istrice zavorrata da un fidanzato inetto, „spinosa" anche nei gusti musicali; Johnny il gorilla con la voce d'angelo, trascinato nel mondo delle rapine dal padre degenere; Meena, la timidissima elefantessa che come si muove fa disastri: il super-tonico maialotto Gunter, inguainato nelle sue tutine in lamé. Unico personaggio "negativo", il topino Mike, sassofonista e sopraffino crooner, incapace però di tenerezza e indulgenza, segnato nell'animo da una vita da marciapiede. Nessuno degli altri vuole arricchirsi, Moon deve solo salvare l'amato teatro, gli altri hanno la necessità di esprimere quello che è un dono di natura, la capacità di cantare, l'amore per la musica. Non è detto che una passione diventi mestiere per riuscire a salvare la vita. Epocali le musiche, una selezione di pezzi citati, ricantati o appena accennati a suggerire un personagio, un momento narrativo (in italiano per fortuna le parti musicali sono rimaste in originale). In inglese le voci erano prestigiosissime: Matthew McConaughey è Moon, gli altri li sentiremo solo quando cantano, e sono Reese Whiterspoon (Rosita), Scarlett Johansson (Ash), Taron Edgerton (Johnny), Tori Kelly (Meena) e un sorprendente Seth MacFarlane (il topo). Una sola è una canzone originale, Faith, ed è cantata da Ariana Grande. Con un tratto semplice, senza virtuosismi tecnologici, Sing piacerà a grandi e piccini e il „messaggo" c'è ma non è stucchevole o invadente come altre volte: si seguono i propri sogni, certo, ma ci vuole anche coraggio, tanto, e un pizzico di spregiudicatezza.

 

Il talento senza talent

7