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Sing 2

Un numero 2 migliore del numero 1

di

Dopo la già piacevole sorpresa del primo film del 2016, tornano a trovarci gli stessi simpatici personaggi, il gruppetto di tenerissimi perdenti, di talentuosi artisti senza successo, perché frenati dai limiti che loro stessi si sono imposti. Solo il piccolo koala Moon, un impresario sempre relegato ai margini dello showbiz, aveva saputo motivarli e spingerli al successo. Ma adesso bisogna fare il grande passo, dalla provincia alla grande metropoli, da talentuosi dilettanti si deve passare al professionismo e cercare finanziatori, produttori. E così i nostri riescono faticosamente ad arrivare al potentissimo e spietato Jimmy Crystal (un personaggio che nella sua evoluzione e nella sua conclusione ricorda gente come Weinstein). Le idee per un musical spaziale ci sono, lo spettacolo si forma, ma gli ostacoli si accumulano. Oltre all’ingombrante figlia del produttore, che vuole partecipare allo show, ed ai problemi personali degli amici, bisogna convincere un grande nome a entrare nella produzione, gradito al Boss e capace di attirare le masse. Ma il prescelto, il mitico Chris Calloway che si è ritirato da anni dal mondo, si rivela un osso assai duro per Moon e i suoi amici. Che come sempre sono la maialina Rosita, mamma di 25 piccini accuditi in sua assenza da un marito che si è convertito al ruolo di mammo; Ash, la giovane istrice rock, spinosa anche nei gusti musicali; Johnny il gorilla con la voce d’angelo, il cui padre si è dato alla legalità e ha messo su una società di Security; Meena, la timidissima elefantessa che come si muove fa disastri, anche sentimentali; il super-tonico maialotto Gunter, inguainato nelle sue tutine in lamé, che qui si inventa il rutilante show. Nulla sarebbe possibile, senza l’appoggio insostituibile della mitica Mrs. Crawley, anziana camaleonte disposta ad ogni sacrificio per il suo capo Moon. Sing 2 segue i passaggi dei veri film sulla messa in scena di uno spettacolo teatrale, la ricerca di un produttore, gli affanni della rappresentazione, le prove, gli allenamenti dei vari protagonisti, l’inevitabile sfilza di inconvenienti e defaillance, i contrasti con il feroce produttore (non per nulla raffigurato come un lupo). Per arrivare in assoluto affanno alla Sera della Prima, quando miracolosamente tutto si mette in fila e lo spettacolo scivola via liscio, nonostante qualche ulteriore pasticcio dietro le quinte. Ma i nostri eroi se lo meritano, gruppo di ex-perdenti che ancora non hanno acquisito l’intima certezza di farcela. Ma che ce la faranno, non solo perché sono davvero bravi e si impegnano oltre ogni limite, sempre leali e solidali, ma perché proprio se lo meritano, coinvolgendo ed entusiasmando anche il pubblico. Del resto perché stupirsi, dietro c’è l’Illuminatios Entertainment, la “ditta“ di Chris Meledandri, che ci regala un prodotto ancora migliore, del precedente, di nuovo insieme al regista Garth Jennings, autore nel lontano 2005 della trasposizione cinematografica del mitico romanzo Guida galattica per autostoppisti e poi del poco visto Son of Rambow. Il cast dei doppiatori originali è stratosferico, in inglese le voci sono prestigiosissime: Matthew McConaughey è Moon, e poi ci sono Reese Whiterspoon (Rosita), Scarlett Johansson (Ash), Taron Edgerton (Johnny), Tori Kelly (Meena). Il perfido impresario è Bobby Cannavale. Nel doppiaggio italiano le voci sono discretamente scelte, dissentiamo solo sulla voce di Clay Calloway, che nell’originale è addirittura di Bono, mentre nel doppiaggio di un pastoso Zucchero sembra la voce di un anziano. Le parti musicali sono tutte lasciate in originale. La storia che ha un messaggio non nuovo ma trattato in modo che non sia stucchevole, dialoghi spiritosi, azione sempre sostenuta, coreografie bizzare e spettacolari. La sceneggiatura è brillante e i personaggi sono tratteggiati velocemente, quanto al disegno e alla tipologia, ma tutti efficaci. Però, come nel primo film, il gradimento di Sing 2 soprattutto si appoggia su una serie di hits, vecchie e nuove e anche nuovissime davvero travolgente, una selezione di pezzi citati, ricantati o appena accennati a sostenere personaggi e momenti della storia. Certo questo aspetto sarà colto e apprezzato dagli spettatori più adulti e meno dai piccini, che però avranno modo di divertirsi con le avventure assurde eppure condivisibili dei protagonisti. Si seguono i propri sogni, certo, ma ci vuole anche coraggio, tanto, un pizzico di spregiudicatezza e un po‘ di incoscienza. E tanta passione.

Entusiasmante, per grandi e piccini

8