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Revenge

Sangue chiama sangue

di

La ragazza allegra Jen, bellissima e disinvoltissima, elargisce le sue grazie in cambio di bella vita. Mentre sta passando un weekend molto hot con il suo amante, un ricco uomo sposato con prole, nella sua lussuosa villa ai margini del deserto, arrivano due amiconi dell’uomo, ai quali cade la mascella vedendo la ragazza e scambiano per disponibilità la sua istintiva “civetteria”. Lei flirta perché quello è il suo incauto modo di rapportarsi col prossimo maschile, ignara che quando va bene può essere molto conveniente ma se si viene fraintesi può finire assai male. E malissimo finirà con lei, gravissimamente ferita, braccata nel deserto, in una notte lunghissima della quale nessuno sa se rivedrà l’alba. Matilda Lutz (vista nel mucciniano L’estate addosso) attraversa il film da procace pin up a implacabile Lara Croft, talmente coperta di sangue da diventare addirittura inopinatamente mora da bionda che era. Il suo amante carogna è Kevin Janssens, dalla faccia adatta al ruolo, come già aveva mostrato nel film Le Ardenne. Ora va bene il cinema di genere (la regista nelle note dichiara omaggi vari, anche assai alti), va bene lo splatter, va bene che Tarantino ed Eli Roth non sono passati invano (anche per quanto riguarda le vendette al femminile), però, fra gli altri, restiamo con un dubbio: ma quanti litri di sangue contiene un corpo umano, per giustificare le esagerate ma mai mortali emissioni di alcuni dei protagonisti? Circa 5 litri, la regista nel suo delirio splatter ha un po’ esagerato. E non solo lì. E non facciamone per favore un film-manifesto dell’area MetToo#.

Sanguinolento, estetizzante

5