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Remember me: Tutt'altro che indimenticabile il nuovo film di Robert Pattinson

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La domanda che ci si pone, appena usciti dalla proiezione di Remember Me è : “che messaggio ha voluto dare il regista Allen Coulter ?”. Dramma sentimentale, dalle molteplici sfumature, Remember me si perde in inutili lungaggini già dopo i primi minuti e, col passare del tempo, annoia facendosi pomposo e ripetitivo. La storia inizia ad accelerare verso la metà e, proprio quando lo spettatore comincia a venire coinvolto dalle vicende che coinvolgono i protagonisti, si arriva ad un finale che nessuno si aspetta. Un epilogo che vorrebbe far riflettere su quanto la vita corra sul filo del rasoio ma che, alla fine, si dimostra soltanto un mezzuccio per muovere a compassione il pubblico con la speranza di aumentare gli incassi al botteghino. Missione, tra l’altro, fallita in America dove gli incassi sono stati estremamente inferiori alle aspettative.

Gli attori si muovono all’interno di una sceneggiatura decisamente scontata e priva di particolari invenzioni. Dalla storia d’amore, resa difficile dai disaccordi tra le rispettive famiglie, ai conflitti tra padre e figlio, fino al dolore per la morte di una persona cara. Una donna viene uccisa sulla banchina di una metropolitana davanti agli occhi della sua bambina. Sopravvissuta alla morte della madre e all'affetto apprensivo del padre, dieci anni dopo quella bambina è una diciannovenne fragile ma determinata a farcela. Ally incontra e innamora l'introverso Tyler Hawkins, figlio arrabbiato di un ricco uomo di affari, che ha perso il primogenito in circostanze tragiche. Travolti da amore e passione Ally e Tyler condividono un lutto doloroso e la voglia di ricominciare.

Le interpretazioni di Robert Pattinson e Pierce Brosnan non destano particolare entusiasmo. Gli unici che riescono a coinvolgere con la loro verve e la loro energia sono Emilie de Ravin e Tate Ellington.Una menzione speciale va fatta alla fotografia di Jonathan Freeman che, con particolari tonalità ramate, ci regala delle splendide cartoline della New York che fu. Davvero splendido il modo in cui ci presenta la città, con i suoi lati più quotidiani e con i suoi colori, le sue sfumature, le ombre e i riflessi.Poco appassionante, invece, il lavoro degli sceneggiatori Will Fetters e Jenny Lumet, i quali ci hanno si regalato un film indimenticabile… ma per la sua pesantezza e per un finale che, nonostante cerchi di tracciare una morale indiscutibilmente preziosa, finisce con l’essere fastidioso più che positivo.


Dramma sentimentale banale e dal finale mal costruito

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