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Raph spacca Internet

Ralph spacca il suo cuore

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C’è stato un tempo lontano lontano in cui per giocare toccava vestirsi, uscire di casa, entrare in una sala giochi, sedersi davanti a una specie di cassone con lo schermo (aspettando magari che il posto si liberasse da un altro occupante), mettere delle monete in una fessura e finalmente ci si poteva immergere nel mondo virtuale desiderato. Da questo mondo proveniva Ralph, protagonista del film del 2012, “cattivo” stanco di essere monodimensionale, desideroso di cambiamenti. Nel secondo capitolo che arriva dopo ben sei anni e stranamente, perché il primo aveva avuto gran successo, a voler cambiare sarà la sua deliziosa amichetta Vanellope, stanca a sua volta del suo caramelloso mondo e che ambisce a qualcosa di più. Ralph per eccesso di buona volontà provoca un guasto al cabinato di Vanellope, si rompe un pezzo e non si trova più. Ma nel vecchio Arcade è arrivata Internet con il wi-fi e si favoleggia di un luogo chiamato E Bay dove si trova tutto. Ralph e Vanellope allora si espandono nella rete e, schizzati per i cavi ottici, finiscono catapultati nella vasta piazza virtuale, affollata di tutti i marchi ben noti. Inutile sottolineare la piacevolezza di tutte le invenzioni visive, della personificazione di siti e funzioni (adorabile il completamento automatico delle ricerche). Scansando i fastidiosi pop up, i due riescono ad arrivare a meta, acquistando per una cifra spropositata il pezzo necessario. Ma come rimediare i soldi per pagarlo? Ralph e Vanellope, che sono un po’ il braccio e la mente, finiscono in un ambito ancora più nuovo, quello dei video virali, dei like, dei soldi che arrivano dai cuoricini e, grazie alla collaborazione con un pragmatico algoritmo (in versione femminile) tutto sembra volgere al meglio. Vanellope però nel corso dell’avventura ha assaggiato un nuovo modo di vivere, avventurandosi in un mondo di corse violento e muscolare, Slaughter Race, dominato dalla volitiva Shank, un mondo duro e ruvido, lontanissimo dal suo Sugar Rush, tutto pastellosi canditi, lecca lecca, marshmallow. Qui motori ruggenti, fiamme e tatuaggi. Ma come potrebbero separarsi i due amici, specie il tenerone Ralph, come potrebbe vivere senza la sua inseparabile amica? Un nuovo errore commesso dall’impreparato Ralph durante una puntata nel Dark Web, scatena un virus feroce, che sfruttando la “vulnerabilità” dei singoli sistemi, può devastare Internet. E quale vulnerabilità più grande di Ralph, l’omone enorme, emotivamente dipendente? Il virus si trasforma così in un orrido King Kong rossiccio, formicolante di migliaia di piccoli Ralph. E il mondo si blocca. Questo film, con l’umanizzazione dei meccanismi di Internet (come era stato per il computer in Tron e per i cellulari in Emoji), permetterà a una parte del pubblico di capire molti meccanismi del mondo virtuale, facendone un prodotto per adulti certo, ma anche per anziani oltre che per bambini ovviamente, perché questi ultimi sono gli utilizzatori più istintivi mentre i nonni potranno forse imparare a muoversi meglio fra programmi e siti, aiutati dalla loro antropomorfizzazione. Fra i vari “luoghi” che i due visitano ce n’è uno che probabilmente diventerà scena cult, il mondo virtuale, una specie di harem-salotto, in cui sono radunate le Principesse Disney (servono per il giochetto A quale principessa assomigli), in cui la perfetta caratterizzazione di ciascuna, rinnovata anche in chiave estetica, ha modo di scherzare assai argutamente sull’argomento. E le battute eccelse si sprecano. C’è poi spazio per tante altre veloci citazioni (fra cui una per il caro Stan Lee), che ci ricorda come ormai Disney sia padrona della maggior parte del nostro immaginario (che non abbiamo ancora deciso se sia un bene o no). Alla regia troviamo di novo Rich Moore, affiancato dallo sceneggiatore Phil Johnston, colonna sonora di Henry Jackman e, senza badare a spese, pezzi aggiunti di Fat Boy Slim, Alan Menken, Daft Punk, Louis Armstrong, Michael Jackson, Katy Perry e Iamgine Dragons. Per ultimissimo perfino il mitico Rick Astley, perfetto per la fisicità di Ralph. Se la prima parte non brilla per originalità, ricordando inevitabilmente un film dell’anno scorso, Emoji, poi le cose migliorano, nel susseguirsi di avventure e gag, nella continua costruzione dei due personaggi principali, che avranno una nuova evoluzione. Si dice come in precedenza che tutti noi dovremmo poterci esprimere oltre i limiti che la società ci impone, senza farci rinchiudere nei ruoli, ingessandoci in comportamenti prefissati rigidamente. Ma questa volta si aggiunge che, una volta evoluti in altra direzione, si può virare ancora. E ci si può volere bene anche divisi, da mondi lontani, perché espandendosi si cambia, e si cambia diversamente. Ma si può star bene lo stesso, perché la distanza permette un maggiore sviluppo delle rispettive personalità. Troppo vicini ci si soffoca. Lasciamoci così, senza rancore… Messaggio utile per adulti rancorosi e per infanti in fase di sviluppo. Abbiamo visto il film con largo anticipo, esce in effetti solamente il primo di gennaio 2019, ricordatevi di restare seduti proprio fino alla fine dei titoli di coda.

Piacevole, evolutivo

7