MovieSushi

Questo piccolo grande amore: Perdere l'amore ai tempi di 3msc

di

Il flop di Albakiara non ha insegnato nulla: riecco un film gggiovane (batticuore, amore, motore) che ha come unica cosa bella la musica. Se lì si trattava di una delle più belle canzoni di Vasco Rossi, qui c’è l’intero concept album di Claudio Baglioni, che firma, oltre alle musiche, soggetto e sceneggiatura. Non potrebbe essere altrimenti, per il più lungo videoclip di quella voce che fece sognare tutti con “quella sua maglietta fina” strettissima/vedo non vedo (qui comune magliettazza bianca, placate gli spiriti).

Per il resto, siamo nei più beceri cliché di una storiella d’amore pseudo-straziante (in realtà molto banale, tanto che alla fine una coppia fa e dice le stesse cose dei protagonisti!): lei ricca, lui povero, lei brava, lui con problemi di studio (ma frequenta architettura, toh Baglioni è architetto).
Segue innamoramento folle, ovvero primi piani con sguardi persi, battute da Baci Perugina, scritte sui muri e scene sul motorino/ in spiaggia/ fra i banchi di scuola. Non mancano l’amichetta sfigata e i tamarri di periferia. E’ 3msc? Magari (e chi avrebbe mai detto di poter rispondere così), qui qualche spunto visionario (su tutti la poetica scena della danza collettiva lungo le sponde del Tevere) e la bravura/bellezza dei protagonisti (Emanuele Boso e Mary Petruolo, al loro debutto sul grande schermo) non bastano a risollevare QPGA, non a caso girato da un esperto di fiction tv.

Dialoghi triti e ritriti, scene che sembrano girate col solo pretesto di riprendere fedelmente i testi delle canzoni di Baglioni (c’è addirittura la sequenza in cui la coppia si scambia gli improbabili “Ti amo davvero”-“Ti amo lo giuro”-“Ti amo”-“Ti amo davvero”), una cornice storica che ridicolizza le manifestazioni del ’68 facendole passare per riunioni di ebeti solo farfalle e cuoricini, una patina di denuncia sociale (la carica dei celerini iniziale, il comandante ottuso…) che scade nel buffo (gente che si tuffa sui marciapiedi, il protagonista che aspetta il celerino dietro a un palazzo per poi ricordarsi di scappare impaurito!).

Dicono sia il film di San Valentino. Però parla di un amore destinato a finire (così almeno non gli si può rimproverare l’happy end). Finita per finita, tanto vale optare per Ex.

Un punto per la musica, uno per il protagonista, un altro per la protagonista. Matematico.

3