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Prince of Persia: Le sabbie del tempo: Tra principesse e armi magiche nel mondo dei videogiochi

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Ennesimo adattamento cinematografico di un titolo videoulico di successo per Playstation. Prince of Persia affonda le sue radici nei primissimi vedeogiochi anni '80, quando i protagonisti erano formati solo da pochi pixel colorati e la storia era lasciata quasi completamente alla fantasia. Proprio sulla fantasia ha puntato il produttore Jerry Bruckheimer per realizzare questa pellicola ambientata tra le dune del deserto.
Un oriente magico, confinante con l'Iraq, dove protagonisti sono principi e principesse, armi fantastiche, guerrieri senza paura e non kamikaze ed eserciti lanciati allo sbaraglio. Questa visione da fiaba dell'oriente piace e diverte, grazie alla regia di un Mike Newell, esperto in film di genere, e ad attori del calibro di Ben Kingsley e Alfred Molina.
Anche se il vero motore dell'azione e del divertimento sono le schermaglie amorose tra i due protagonisti, Jake Gyllenhaal e Gemma Arterton, rispettivamente il principe Dastan e la principessa Tamina.

La trama segue chiaramente il classico plot da fiaba, ispirandosi come abbiamo spiegato al conosciutissimo videogioco. Nei territori dell'antica Persia, il piccolo Dastan è un orfano che viene sorpreso dalle guardie imperiali a rubare una mela al mercato. Presente alla scena, il re Sharaman nota con ammirazione il coraggio e l'incredibile destrezza del ragazzo, decidendo così di risparmiargli la mano e di accoglierlo a palazzo. Sedici anni dopo, Dastan viene considerato un nobile principe di Persia assieme ai due diretti discendenti del re, Tus e Garsiv, anche se le sue abitudini restano quelle di un ragazzo del popolo. Quando lo zio Nizam annuncia che nella città santa di Alamut vengono nascoste armi per i nemici della Persia, i tre principi conducono un attacco alla città e la espugnano grazie soprattutto all'intervento di Dastan. La principessa di Alamut, la bella Tamina, respinge le accuse dell'esercito invasore, ma le sue maggiori preoccupazioni sono rivolte verso un pugnale dal manico in vetro sottratto durante la battaglia dal giovane principe.

La Disney continua il suo progetto si accantonare le produzioni d'animazione per dedicarsi agli action-movie ed infatti Prince of Persia ricorda da molto vicino I Pirati dei Caraibi, come impostazione della regia, come effetti speciali e come musiche e costumi.

Si tratta di una pellicola ben congegnata, che non sorprende ma neppure delude. Adatta alle famiglie, farà la felicità dei più giovani e farà sorridere gli adulti ma, come la sabbia del deserto, rischia di scorrere via velocemente dalla memoria.

Avventura e azione nel magico oriente. Sufficiente ma non memorabile.

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