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Pets: Recensione

di

 

Le vite segrete dei nostri animaletti

Ogni mattino un umano esce di casa e comincia a correre. Ogni mattina il suo animale domestico si rilassa e comincia a fare quello che più gli piace (quando il padrone non c'è, gli animali domestici ballano). Tutti tranne Max, bastardino bicolore adottato dalla simpatica ragazza Katie, protagonista di Pets, ultima fatica in animazione di Universal.

Max esiste in funzione della sua padroncina e passa il suo tempo nell'attesa del suo ritorno. Katie però un giorno gli porta a casa Duke, colossale trovatello pelosissimo, ben deciso a guadagnarsi il suo spazio non solo nell'appartamento ma anche nel cuore della ragazza, giocando anche sporco (ricordando il gattone Garfield o l'alano del vecchio film Quattro bassotti e un danese). La rivalità fra i due provoca una serie di sciagure che li porteranno nelle fogne di Manhattan, dove incontreranno una bizzarra gang di animali rifiutati dagli umani, rivoltosi che vivono in attesa di vendetta. La variegata congrega è capitanata da Snowball, un coniglietto mannaro, a sua volta traumatizzato dall'abbandono del padrone, come l'orsettone rosa Lotso di Toy Story 3. Intanto però gli altri animali del condominio di Max si gettano alla loro ricerca, capitanati dalla fluffosa volpina che ama segretamente Max. L'apparentemente fragile cagnolina si mette a capo dei nevrotici vicini di casa, che sono una divertente galleria di animali, di caratteri e di nevrosi: un bulldog terrorizzato dagli scoiattoli; una gattona obesa ma sempre ingorda; un lungo bassotto impassibile; un tremebondo chihuahua; un piccolo pappagallino colorato e uno spericolato porcellino d'India. Risolutivo sarà l'aiuto di un decrepito basset hound semi paralizzato, costretto dal suo handicap a ricorrere a bizzarri sistemi investigativi. Sempre grande è la cura nella caratterizzazione dei personaggi animali e nella scena finale sono deliziose le tipologie dei vari proprietari umani, quando tutti rientrano nel loro alveo famigliare, sulle note della mitica Lovely Days di Bill Withers. Restare a guardare i titoli di code, c'è una scena a metà e poi una battuta alla fine Il doppiaggio italiano è affidato a Francesco Cattelan, Lillo, Laura Chiatti e nei panni del folle coniglietto bianco, Francesco Mandelli. Il film lancia un generico messaggio di solidarietà, perché non si propone altro che di divertire i più piccini, con un disegno stilizzato e spiritoso (gli autori sono quelli di Cattivissimo me, creatori dei Minions). Senza guizzi di originalità si impegna per far ridere di situazioni scontate ma non per questo meno divertenti, specie nella prima parte, in modo particolare per chi di animali ne abbia posseduti. Il resto è piacevole routine. Forse dopo la visione del film, il proprietario di qualche animale, dopo essere uscito di casa, potrebbe avere la tentazione di riaprire di scatto la porta per vedere cosa stia succedendo.

 

 

gradevole

6