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Per tutta la vita

L’amore fa i suoi giri

di

In una parrocchia di un signorile quartiere di Roma, si scopre con orrore che un tizio si è spacciato per prete per almeno dieci anni e così tutti i matrimoni che ha officiato sono di colpo nulli. Chi si era sposato dovrebbe rifare tutto da capo, chi nel frattempo aveva divorziato vedrebbe decadere tutti gli accordi economici, semplicemente perché nel frattempo non era mai stato davvero sposato. Nel caos che ne consegue, seguiremo le avventure di quattro coppie: Angiolini/Volo, separati con piccino in crisi; Pandolfi/Nigro innamorati ma lui voglioso di prole e lei invece meno; Kessisoglu/Gerini e Bizzarri/Crescentini, due coppie intrecciate da anni di amicizia anche troppo stretta, tutti professionisti impegnati a godersi la vita senza altri problemi. Che problema c’è, si dicono tutti, come ci siamo sposati allora, ci risposeremo adesso. Ma lo strano evento non può non far riflettere e solleva dubbi, pensieri inconfessabili riguardanti eventuali possibilità prima impensabili. Per tutta la vita si rivela una commedia piacevole, condotta da un gruppo di attori ben governati, fra i quali ciascuno sceglierà il suo preferito. Paolo e Luca ripropongono il loro rapporto di amicizia, qui venato però da altri problemi. Come in Immaturi (scritto da Genovese) si erano ritrovati a dover rifare l’esame maturità, qui dovranno decidere di sposarsi nuovamente. Claudia Gerini è contenuta e credibile, come Carolina Crescentini. Un po’ sopra le righe Ambra Angiolini, che fa coppia con un Fabio Volo, che in un ruolo serio è ingessato nel tentativo di recitare per davvero. Claudia Pandolfi e Filippo Nigro sono la coppia divisa da diverse ambizioni di vita. Per tutta la vita (frase che potrebbe essere una promessa o una minaccia), scritto da Paolo Genovese e Antonella Lattanzi insieme al regista del film, che è Paolo Costella, è un film che parla di seconde scelte, che dovrebbero essere più avvedute delle prime, prese magari sotto pressione di altri elementi, che con l’età più matura dovrebbero essere ridimensionati, rivisti e affrontati, se certi temi davvero di peso sono sempre stati rimandati. Tutti i personaggi si sfioreranno nel corso della narrazione, ma senza mai interloquire, evitando la solita “rivelazione” finale che li vuole tutti collegati. La sceneggiatura propone intrecci sentimentali già percorsi tante volte ma raccontati con sobrietà, senza eccessi, tanto che nei brandelli di diversi discorsi molti spettatori potranno ritrovarsi. Peccato per un finale che scivola nell’eccessivamente lieto e sfiora il melenso. Ma nel complesso il risultato è accettabile.

Scontato ma non fastidioso

6