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Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani

La ripetitività non è salvezza

di

Da quando siamo piccoli ci sentiamo dire che “del doman non v’è certezza”. Qualche film ci ha raccontato che invece questa certezza si può avere, se ti ritrovi incastrato in un misterioso loop temporale, per cui ogni giorno tutto si ripete, uguale a quello precedente, resettando a mezzanotte tutto quello che è successo nel giorno prima, anche se in quel giorno magari muori. Ma è un tipo di certezza che non si vorrebbe avere, un’immortalità poco piacevole, che ti blocca insieme alle stesse persone ancora e ancora a ripetere con disumana certezza quanto già accaduto. A ben guardare, decessi a parte, è quello che succede alla maggior parte di noi, come se nel loop la nostra routine quotidiana fosse enfatizzata al massimo grado. Se si è costretti a rivivere sempre lo stesso giorno con pur minime variazioni, si possono però mettere in atto mille diverse strategie per arrivare alla fine di quella giornata, anche se ci consegnerà identici a quella successiva (o leggermente cambiati?). E allora tanto vale cercare di farlo diventare il migliore possibile, non solo per sé ma anche per gli altri. Da “vivi ogni momento come fosse l’ultimo” al Giorno della marmotta di Ricomincio da capo, il messaggio è però sfruttatissimo. In un loop di questo tipo si ritrovano Nyles e Sarah, che si incontrano durante una festa di matrimonio, ospite lui, sorella della sposa lei, entrambi due tipi diversamente scontenti che stanno buttando via la loro vita in stupide trasgressioni. La differenza è che Nyles è rinchiuso in un loop temporale da un tempo immemorabile, mentre Sarah, ignara, resta attratta dal simpatico ragazzo. E sull’onda di questa simpatia finisce per sbaglio risucchiata anche lei nella ripetitiva giornata. Dopo aver passato tutti i gradi di incredulità e rifiuto, dalla rabbia e dai litigi ai vani tentativi per liberarsi, Sarah accetta la stramba situazione e entrambi iniziano a trovarne i lati divertenti, anche se Nyles deve schivare gli attacchi omicidi di Roy, un personaggio rimasto bloccato anche lui nel loop per colpa sua, ben deciso a vendicarsi ogni volta che ne ha l’occasione. Ma anche in questo modo tutto diventa vano e stancante. Intanto il loro rapporto è cresciuto, loro malgrado, e una soluzione deve essere trovata, per uscire da quell’impasse. Simpatico Andy Samberg, star di Brooklyn Nine-Nine e Saturday Night Live, come recitazione lo supera però Cristin Milioti (Fargo, How Met Your Mother). J. K. Simmons, il feroce Roy, è sempre una certezza. Certo in un loop ci si può anche avvoltolare piacevolmente, sapendo che nulla avrà una conseguenza e domani tutto andrà avanti come prima. Ma di questa situazione adolescenziale ci si può accontentare per tutta una vita, dove “oggi sarà ieri e domani sarà ancora oggi”? Certo uscendo dal “nido” ci saranno imprevisti e ancora dolori e problemi, oltre ai momenti lieti, ma in questo caso non saranno senza conseguenze. Si deve lottare per uscirne, si può riuscirci da soli? Nella vita vera, non sapendo quanto tempo abbiamo a disposizione, possibile che lo sciupiamo, lo perdiamo, lo sprechiamo e che così facciamo anche quando sappiamo di essere incastrati nell’eternità? C’è ovviamente un discorso morale (moralista?) sulla crescita e l’assunzione di responsabilità, ma nel film, scritto da Andy Siara (Lodge 49) e diretto dal promettente Max Barbakov (al suo primo lungometraggio), tutto è allegramente surreale, vivacemente montato. Certo niente a che vedere però con la grazia con cui il tema era stato trattato nel capostipite di questo genere, quel Ricomincio da capo scritto nel 1993, e poi replicato in altre storie, virato all’horror/ thriller in Auguri per la tua morte e sequel, al genere teen/drama con Prima di domani, all’action con The Edge of Tomorrow, in modo molto più profondo e sofisticato nel bel Source Code e spiritosamente ripreso pure nella serie tv Russian Doll. Perfino il nostro Albanese con E’ già ieri si era avventurato nel soggetto. Dopo tanti trattamenti precedenti, ci aspettavamo qualcosa di maggiore sostanza. Palm Springs è un filmetto carino, che si guarda senza sofferenza, dove ci si salva dalla ripetitività con humor a volte valido, che però si spegne in un finale irrilevante, facile e accomodante, senza che evidenzi quale sia stato l’effetto dell’incredibile avventura per i due, se non innamorarsi e mettersi insieme (cosa che si capisce dopo pochi minuti dall’inizio).

sopravvalutato

6