MovieSushi

Pallottole in libertà

Si può rimediare alle ingiustizie?

di

Yvonne, una giovane donna-poliziotto resta vedova del suo amato marito, poliziotto-eroe, grande amante e padre esemplare, celebrato in pompa magna addirittura con muscolare monumento sul lungomare. Siamo a Marsiglia, un quartiere periferico, dove tutti si conoscono. Ogni sera l’inconsolabile donna racconta al figlioletto bed time stories in cui il padre/marito fa la figura dell’eroe, impegnato in iperboliche gesta degne di un film americano. Un collega cerca di consolarla, si intuisce un affetto speciale, ma in nome del defunto massimo rispetto e basta. Un brutto giorno però, del tutto casualmente, la donna scopre un’orrenda verità: il marito non era affatto quello che credeva, era un disonesto corrotto, che aveva pure mandato in galera un innocente, Antoine, per coprire i suoi maneggi. E il disgraziato proprio in quei giorni esce di galera, stranito e sconvolto, divenuto da mite artigiano che era, un vero violentissimo psicopatico, ridotto così dalla lotta per la sopravvivenza nell’inferno carcerario. Così fuori di testa che anche la sua innamoratissima fidanzata, che lo ha atteso fedele, non riesce più ad accettarlo. Nel frattempo Yvonne si è messa in testa di rimediare ai peccati del marito e a risarcire come meglio può lo sventurato Antoine. Riesce a creare un rapporto con lui, che ovviamente equivoca, e questo darà il via a una serie di comiche disavventure, che degenereranno progressivamente. Le vittime di un mondo cattivo davvero non hanno speranza? E qui di vittime ce ne sono parecchie, di vite rovinate e rovinabili (il figlioletto), tutte “colpevoli” di essere finte nell’orbita di quell’unico disonesto che era il poliziotto-modello. Pallottole in libertà (in originale En liberté) è quel film stupidotto (sembra) che non ti aspetti, dove si ride facile e scorrettamente. Dove partendo da una realtà triste ma vera (un innocente condannato grazie a un poliziotto corrotto, non così infrequente), ci si diverte perché il tono è sempre surreale e si gioca su toni paradossali e grotteschi, per farci alla fine riflettere su come sia difficile rimettere al loro giusto posto le cose, quando hanno preso la direzione sbagliata. Ottimi tutti gli attori, visi noti come Adéle Haenel, la vedova (120 battiti al minuto, La ragazza senza nome) e Damien Bonnard (il collega innamorato) e notissimi come Audery Tautou, la mitica Amélie, e il poliziotto disonesto Vincent Elbaz, interprete di una quantità di commedie e noir francesi. Battute e gag a ripetizione (il tormentone del serial killer che si aggira nella stazione di Polizia senza che nessuno gli dia retta), un ritmo sempre sostenuto fanno di Pallottole in libertà, diretto da Pierre Salvadori (Piccole crepe grossi guai, Beautiful Lies, Ti va di pagare?), una spiritosa commedia d’azione, anche un po’ amara (perché dopo nessuno sarà più uguale a prima), una delicata (anzi due, forse tre) storia d’amore, anche teneramente fra padre/figlio, che chiude con tono fantastico una piccola fiaba buona dei nostri giorni cattivi.

brillante

7