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Oculus: Recensione

di

Specchio delle mie brame

Oculus inizia con un sogno: un uomo armato di pistola si aggira lungo i corridoi di una casa buia mentre due ragazzini, fratello e sorella, si nascondono alla sua vista. Ad un certo punto l'uomo li vede, si avvicina e punta la pistola in faccia alla ragazzina e apre il fuoco. L'autore del sogno (raccontato ad uno psichiatra) scopriamo essere Tim (Brenton Thwaites), ventunenne ormai da dieci anni in cura dentro un ospedale psichiatrico dopo la tragedia che ha colpito la sua famiglia: la madre torturata ed uccisa dal padre il quale, a sua volta, è stato ucciso dallo stesso Tim. Giudicato, finalmente, sano di mente, Tim viene rilasciato ed affidato alla sorella Kylie (Karen Gillan), di due anni più grande. La donna spiega subito al fratello di aver passato gli ultimi dieci anni a fare ricerche su uno specchio che, allora, era appeso nello studio del padre e che, secondo lei, sarebbe responsabile della tragedia. Kylie ha un solo desiderio di vendetta: impossessarsi dello specchio infestato ed uccidere la presenza maligna che lo possiede.

Diretto in modo abbastanza virtuoso da Mike Flanagan (conosciuto al pubblico horror grazia ad Absentia), Oculus è un prodotto piuttosto derivativo che rielabora tematiche di "horror famigliare" di film quali Amityville Possession e Shining ma senza raggiungerne il livello di efficacia. Qualche intuizione c'è ed un paio di sequenze risultano anche particolarmente inquietanti ma il vero problema della pellicola è da ricercare nella sua natura narrativa: Oculus, infatti, deriva da un cortometraggio firmato dallo stesso Flanagan nel 2006 e, nonostante gli sforzi in fase di sceneggiatura, l'idea centrale non ha abbastanza respiro per essere sviluppata in un lungometraggio. Ecco perché, già a metà del film, l'intera struttura narrativa (onirica e costruita da un montaggio alternato di passato e presente) collassa su se stessa perdendo di senso logico e rendendo perfino irritanti le scelte dei protagonisti (ma perché non lo distruggono e basta quel dannato specchio?!). E se poi vogliamo parlare di ghost story... James Wan (), oggi, è proprio di un altro pianeta.

confuso e derivativo

5