MovieSushi

Non succede, ma se succede…

Il Destino prende sempre la mira

di

Può succedere che un brutto anatroccolo sia visto come un cigno, quando meno se lo aspetta e proprio da chi mai si sarebbe immaginato? Fred è un giornalista d’inchiesta, ma uno di quelli che lotta nelle retrovie, autore di scoop coraggiosi ma che non arrivano al grande pubblico. Finisce licenziato (per la precisione si dimette polemicamente) dalla sua piccola testata, che viene assorbita da un bieco capitalista che rappresenta tutto ciò contro cui Fred ha sempre lottato. Mentre rimugina il suo scontento, finisce per caso ad un party dove incrocia la bellissima Charlotte, Segretario di Stato, lanciatissima in carriera, con concrete ambizioni presidenziali. Vedi però gli scherzi del Destino, Charlotte è un antico amore di Fred, anzi il primo della sua vita, quando bimbetto dodicenne si era preso una cotta per la volitiva biondina, di poco più grande, che gli faceva da babysitter, già allora impegnata su temi ecologici e sociali. L’antico rapporto, le indubbie capacità di Fred e in fondo una certa nostalgia per i tempi passati, inducono Charlotte ad assumere Fred come scrittore dei suoi discorsi, contro il parere di tutto il suo staff, che guarda con orrore l’omone, polemico, sboccato e sempre vestito di improbabili tute in acetato dagli orridi accostamenti di colore. Possiamo dubitare su quanto succederà? Che come sempre i due opposti si miglioreranno mentre si avvicinano, procedendo fra mille complicazioni verso un netto miglioramento non solo delle rispettive esistenze, ma forse addirittura di quelle dei cittadini del mondo? Eppure, contrariamente a quanto fanno supporre i trailer del film, che potrebbero davvero nuocergli, tutto avverrà prevedibilmente ma sempre riuscendo a essere divertente, e non poco. Perché Non succede, ma se succede... (terribile titolo italiano al posto dell’originale Long Shot, perché davvero il destino ha preso la mira ben da lontano per i due protagonisti) è un film spassoso, spiritoso, ricco di battute azzeccate, di citazioni e allusioni al nostro mondo politico attuale, e anche a quello dell’intrattenimento, a tratti esilaranti, senza tempi morti, surreale ma sempre preciso nella presa in giro dei nostri vuoti e ipocriti tempi. La commedia romantica si fa satira del mondo politico falso e disonesto, per di più succube del “cosa dirà la gente”, per cui basterebbe un po’ di coraggio per rompere il cerchio che stringe ma anche protegge chi finga di piegarsi al politicamente corretto, mentre all’interno di quel cerchio di nascosto compie nefandezze ben più gravi. Si dovrebbe invece rompere la facciata che nasconde tanti sepolcri imbiancati. Messaggio serissimo che fa capolino dietro il faccione simpatico di Seth Rogen, col suo comprensibile imbarazzo da ragazzone sempre un po’ sovrappeso, la coscienza insomma di non corrispondere ai canoni attuali di “figaggine”, incredulo di tanta fortuna già quando viene assunto come ghost writer, figurarsi quando diventa pure oggetto dell’interesse sentimentale della stupenda Segretaria. Che ha la sublime bellezza di Charlize Theron, capace però di prendersi un po’ in giro, incrinando la sua algida superficie. Bob Odenkirk si diverte nell’interpretare il Presidente in carica, un fantoccio ex attore tv. Sotto il trucco del malefico magnate tv si nasconde Andy Serkis, attore che stenta a recitare con la sua vera faccia. Alexander Skarsgård si diverte pure lui facendo il Premier canadese, bello ma sciocchino. Come sempre in questo genere di commedie, ben assortito il “coro” che fa da spalla ai protagonisti, caratteristi dalla simpatica espressività. Il film è diretto da Jonathan Levin (The Night Before), uno specializzato in commedie demenziali, e scritto da Dan Sterling insieme a Liz Hannah e sembrerebbe invece uscire proprio dalla penna di Rogen, per lo stile e il genere di storia che è, che ricorda altri film o serie scritti dell’attore, che spesso come sceneggiatore si è fatto notare più che come interprete, lo ricordiamo autore o co-autore di Preacher, The Boys, Cattivi vicini, Sausage Party, This Is the End. Come dubitare che la canzone prediletta dai due, che in fondo sono dei romanticoni, sia It must have been love dei Roxette, pezzo mitico della colonna sonora di Pretty Woman, dove un miliardario salvava la vita a una poveraccia. O forse era in contrario.

Divertente, spiritoso

7