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Non avere paura del buio: Facile a dirsi

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Vano invito che da secoli i genitori indirizzano ai propri figlioletti, per fortificarli di fronte all’atavico e giustificato timore, quello del buio, nel quale si può nascondere ogni insidia, in genere cose poco rassicuranti: ladri, assassini, babau, creature malefiche di ogni specie, demoni e spiriti maligni. Quindi, visto il tipo di antica magione, grondante storie di un lungo passato, nella quale si sono appena trasferiti i due innamorati Alex (Guy Pearce) e Sally (Kate Holmes), ogni peggiore previsione è lecita. Anche perché un film che si apre su una mutilazione che riguarda i denti, già solo per questo farebbe inorridire qualunque spettatore. Che però in seguito di inorridimenti ne avrà ben pochi, purtroppo, perché la storia vira sull’horror gotico più classico ma anche più scontato. Alex e Sally ritirano all’aeroporto la figlia di lui, inquietante bimbetta sotto psicofarmaci che disegna ossessivamente spirali (ben scelta la piccola Bailee Madison, dalla faccina proprio antipatica). La piccola, scaricata dalla madre, deve tornare a vivere col padre. Dal restauro della lugubre anche se bellissima villona, che sta effettuando insieme alla nuova compagna, Alex spera di trarre rilancio per la sua carriera di architetto in crisi. Entrambi non sarebbero proprio dei genitori ideali, lui distratto dal lavoro, lei costretta a dover accudire l’odiosa piccina da subito ostile. La quale, tanto per distrarsi e rompere le scatole, scopre con entusiasmo un vasto sotterraneo che era stato murato. Entusiasmo professionale pure degli ingenui genitori (insegnava già Barbablù…non aprire quella porta), e inizio dei problemi. Facilmente irretita dai bisbigli che provengono da un cunicolo ulteriormente inquietante, la bambina apre con incoscienza un varco attraverso il quale Il Male può nuovamente dispiegare le sue ali, tracimando dalle viscere della terra. Per la casa cominciano ad aggirarsi stuoli di piccoli Homuncoli (specie di scheletrici topi antropomorfi), decisi a trascinare con sé qualche altro soggetto, dopo anni di astinenza.
Tema abusatissimo quello della casa infestata, che è stato riassunto in quella che si può considerare un Bignami del genere, la recente serie tv American Horror Story, una vera summa sull’argomento, che è stato spesso visitato dal cinema anglosassone fin dagli anni ’40. Ricordiamo La casa sulla scogliera e Ballata macabra, oltre a Changeling di Peter Medak e ai più recenti Poltergeist e Sospesi nel tempo, originale ghost story diretta di Peter Jackson. Non si può non citare La casa di Sam Raimi. Il capolavoro del genere però non può che essere Shining, con il suo indimenticabile Overlook Hotel. Oltre ai remake di un altro classico, Amityville Horror, possiamo anche segnalare Dead Birds, anomalo horror ambientato durante la Guerra di Secessione. Ci sono stati poi tanti prodotti spagnoli e i rancorosi fantasmi coreani stile Grudge e anche la maligna stanza infestata di 1408 e la più recente serie Paranormal Activity. E molti “classici” come The Hole, Oscure presenze a Cold Creek, The Messengers, 13 spettri, Hunting.

Prodotto da Guillermo Del Toro, il film, basato sull'omonimo film-tv di John Newland trasmesso dalla ABC nel 1973, vede alla regia Troy Nixen, più noto come disegnatore di fumetti, e mette in scena tutto il classico repertorio di ombre e penombre, scricchiolii e rumorini, con altrettanto classici movimenti di camera, lasciando il compito di far sobbalzare lo spettatore più agli effetti sonori che alle sorprese della trama. Una certa eleganza nella cura dell’ambientazione, della fotografia (belli anche i titoli di testa) e della musica (di Marco Beltrami) fanno comunque meritare a Non avere paura del buio il suo posto nella galleria dei titoli di genere. Legnosi e antipatici tutti i protagonisti, spiace dirlo per Guy Pearce, attore che ha dato altrove ottime prove (Il discorso del re, Animal Kingdom, Memento, L.A.Confidential). Katie Holmes ha ricominciato a lavorare (qualche titolo indie), forse per pagare le piccole spese della già rovinata Suri. Mai abbastanza castigata Bailee Madison, davvero efficace quanto a fisognomica, protagonista che si vorrebbe vedere immediatamente risucchiata nel maligno cunicolo.
Il film ci lascia una volta di più con un’urgenza: come spiegare agli incauti inquilini che ormai, se trovano una meravigliosa antica magione, immersa in un secolare parco abbandonato, completamente fornita di arredamento e accessori, ma ad un ottimo prezzo, forse dovrebbe insospettirsi?

Gotico

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