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New York Academy: Recensione

di

 

La lotta per arrivare

Johnnie è un virtuoso del violino, con una solida formazione classica che gli permette audaci incursioni in terreni musicalmente opposti. Ruby è una dotatissima ballerina classica, che ambisce alla perfezione stilistica. Entrambi sono divorati dalla passione per le rispettive arti. Entrambi convergono a New York, la città dove se ce la fai, poi ce la farai dovunque. Si incontrano, lui inglese con permesso di soggiorno scaduto, lei provinciale con borsa di studio al merito, sono giovanissimi e bellissimi, chiaro che cadranno innamorati.

Ma come d'uso nelle storie d'amore, quelle vagamente fiabesche che tanto piacciono a un pubblico di adolescenti, palese target del film, il percorso sarà disseminato di incomprensioni e difficoltà, in cui non sarà solo il mondo degli adulti a essere ostile e discriminatorio. In genere nei film di questo tipo, e ne abbiamo visti tanti, la trama è sempre elementare e prevedibile e anche New York Academy non si distingue in questo senso. Quello che ne fa un prodotto più che dignitoso, è la quantità di "numeri" musicali di cui è disseminato, suonati e danzati, davvero di ottimo livello, sia quelli classici sia quelli hip hop (i due ragazzi sono amici di una crew che pratica questo genere in tutte le sue varianti freestyle, Breacking, Locking, Popping, Uprock, Krumping, 1,2 Step, Jerking, infiniti stili che rendono la definizione sempre molto vaga, ma certa la resa spettacolare). Davvero degno di nota il numero del contest finale. Tutta la crew al lavoro è di gente che ha alle spalle titoli noti di genere, qui le coreografie sono di Dave Scott (Stomp, Dance Flick, Stepping, Step Up 2 e Step Up 3D, che aveva numeri di danza memorabili, e Ballando con le stelle).  Anche la regia è curata e perfino il montaggio si fa notare. La storia si ispira alla carriera di Janee Damian, co-sceneggiatrice e ballerina jazz e classica, figlia del defunto James Best (Hazzard) e fa riferimento alla sua frequentazione della severissima Balachine's School of American Ballet. Janee è moglie del regista Michael, che vanta una lunga carriera anche come attore, di cinema e teatro, oltre che di cantante. I due ragazzi, gli attori Nicholas Galitzine e il suo rivale Richard Southgate sanno indubbiamente suonare il violino ma il suono finale pensiamo sia "doppiato". Le musiche originali sono di Nathan Lanier, un mix di classica e hip hop con un uso originale del violino. Keenan Kampa (Ruby) è un'accettabile attrice e una splendida danzatrice, di grande eleganza, che come tutti i colleghi hip hop è al top del suo ambiente. Meno espressivo il bel ragazzo Nicholas Galitzine (Johnnie), troppo compreso della sua bellezza, che farà strage di cuori molto giovani. Da ricordare anche gli altri comprimari, tutti ballerini/atleti eccezionali fra cui si fa notare anche per la discreta recitazione Marcus Emanuel Mitchell, il cui insieme fa la differenza in positivo nella riuscita del film.

 

 

niente male

7