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Nerve: Recensione

di

 Dare or Dare

Venus detta Vee (meno impegnativo) è una ragazza come tante, carina ma non bellissima, timida e normalmente social, con un hobby da solitari e un po' fuori moda come la fotografia (tanto una brava ragazza). Guarda le mille luci di NY da Staten Island, dove vive con la mamma infermiera, che fa mille sacrifici per farla studiare (tanto una brava persona).

Ma l'ambiente, le "amiche", i social incombono con la loro pressione nefasta. Per sentirsi meno "diversa" da quelli del suo giro, per competere con la migliore amica che è addicted dei social (tanto una bad girl), Vee (Emma Roberts) esasperata si iscrive a un misterioso gioco online che sta imperversando nel paese, Nerve. Una volta che si entra nell'arena virtuale, oltre a vedersi "risucchiati" tutti i dati candidamente esposti sul web, si deve accettare la sfida che ci arriva per prima, dal mangiare cibo per cani al baciare uno sconosciuto, tutto ripreso in video e postato davanti al mondo, in cambio di un accredito sul proprio conto. Chi accetta la sfida è obbligato a portarla a termine e vince i soldi, messi in palio dai Watchers, che hanno scelto di restare dei semplici osservatori, del tutto disinteressati ai risvolti morali della faccenda. Si inizia con cosucce da poco, roba da 100 dollari a botta, ma in una veloce escalation il gioco si fa ben più duro, quanto a sfide e compensi. Naturalmente "nessuno parli di Nerve" (ricorda qualcosa?). Ad accompagnarla nel notturno calvario, che all'inizio sembra pure divertente, Vee incontra (non casualmente) Ian, ragazzo misterioso e ambiguo (Dave Franco, tanto un bad boy), a sua volta destinatario di sfide che coinvolgono Vee. Intanto la segue, cercando invano di frenare la deriva, il fedele amico Tommy (Miles Heizer, visto in 13 Reasons), hacker vanamente di lei innamorato. Incombe scolasticamente la solita riflessione dei rischi cui andiamo incontro esponendoci davanti a un mondo che non è fatto solo da amici e soprattutto non è popolato solo da brave persone. Siamo lontanissimi da Black Mirror, al massimo siamo dalle parti di The Circle (lontani pure dall'approccio di The Net o Nemico pubblico), perché tutti interagiscono con tutti, partecipando, filmando, guardando, commentando, diffondendo, rendendo impossibile comprendere se l'interazione fra i vari personaggi sia spontanea o faccia parte del diabolico gioco. Nerve resta abbastanza plausibile fino a meno della metà, per poi cominciare d eccedere, virando al thriller/horror, dilagando in un finale alla Hunger Games, pure condito dal discorsetto edificante della protagonista, che andrebbe bene al massimo per un talk contro il bullismo. Scritto da due quasi esordienti, Jeanne Ryan (autrice del libro d'origine) e Jessica Sharzer (American Horror Story), Nerve è diretta dagli per ora poco noti Henry Joost e Ariel Schulman. Si tratta alla fine solo un altro teen movie che come molti horror trova una nuova ambientazione "digitale" (social e relative tecnologie) per vecchie storielle, dove a essere cattivi non sono gli spiriti dei defunti, bastano e avanzano i vivi.

 

Roba da poco

6