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Nemico pubblico n°1 - L'istinto di morte: Le criminali memorie di Jacques Mesrine

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Si ritorna agli anni Settanta. E non solo per le ambientazioni. Nemico pubblico n.1 - L'istinto di morte, prima parte di un dittico incentrato sulla figura del gangster Jacques Mesrine, ricorda infatti molto i polizieschi e i film d'azione di quegli anni, sia nella struttura narrativa che nella regia di Jean-Francois Richet (Assalto al Distretto 13).

Ed in effetti il film è esteticamente ineccepibile sotto questo punto di vista. Richet dirige con mano ferma e con il giusto distacco, mai moralista e nemmeno troppo critico. Segue il suo personaggio con un ritmo coinvolgente e costruisce scene d'azione asciutte e compatte (nelle quali fa emergere anche tutto il valore della colonna sonora del film).

Sotto il profilo dell'intrattenimento il film è dunque assolutamente convincente, adrenalinico e trascinante come pochi film d'azione oggi sono in grado di fare rinunciando ad un montaggio iper-veloce. Il limite del film è che si ferma proprio a questo, ad essere cioè un buon film di genere che però non riesce mai bene a focalizzare il punto della questione: la personalità contraddittoria ed esaltata di Mesrine e il contesto storico in cui si muove.

Se non fosse per la sua controversa storia (senza nemmeno un tentativo di arresto, Mesrine fu probabilmente freddato dalla polizia in una vera e propria esecuzione dai tratti quasi mafiosi), qualsiasi altro personaggio sarebbe andato ugualmente bene ad un film di questo tipo. Richet non riesce mai a centrare la comunque sfuggente identità del protagonista, si perde in alcune sequenze troppo esagerate (le minacce alla moglie), altre narrativamente davvero improbabili (la fuga dal carcere e il successivo assalto) o che strizzano troppo l'occhio a strutture stereotipate un po' all'americana (tutta il "ricovero" in prigione, mostrato in modo visivamente delirante).

Manca dunque forse un po' più di spessore al film, comunque caratterizzato da prove attoriali davvero eccellenti, a partire da un Vincent Cassel alla sua miglior prova, fino ad un gigantesco Gerard Depardieu che ruba la scena ad ogni sequenza in cui appare.

Il giudizio in ogni caso non può che essere incompleto, come incompleta è la visione del film cui si assiste. Bisognerà vedere il secondo capitolo, che comunque aspettiamo con estrema fiducia, e constatare se sarà in grado di correggere questi difetti.

To be continued ...

Adrenalina e intrattenimento alla vecchia maniera. Peccato per qualche esagerazione di troppo.

6