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Morto fra una settimana… o ti ridiamo i soldi

Eutanasia a pagamento

di

Cosa ci fa un anziano signore, con il suo bel cappotto di cammello e un elegante Fedora in testa, di notte, su un ponte caro ai suicidi? Cerca semplicemente clienti, perché lavora per una società che ammazza gente su commissione. Normali killer dunque? No perché ammazzano solo quelli che lo vogliono, che firmano un costoso contratto per essere “terminati” senza lo stress di doversi eliminare personalmente, da dilettanti. Il suo cliente in questo caso è il giovane aspirante scrittore William (Aneurin Barnard di Dunkirk), bravo ragazzo deluso dalla mancanza di successo, convinto di avere qualcosa da dire mentre così non è. Abbondante materiale gli arriverà da questo incontro. Leslie, il killer assunto, inizia a cercare di portare a termine il suo incarico, ma il ragazzo sembra davvero protetto da un’aura di invulnerabilità e ci sono troppi danni collaterali. Quindi il boss di Leslie decide di pensionarlo. L’uomo però non accetta di essere messo da parte e così inizia una serie di azioni che porteranno a un finale paradossale. Perché intanto William, finalmente ricco di materia narrativa, ha trovato un editore interessato, ha conosciuto un’adorabile ragazza, trova che la vita sia bella e questo complicherà enormemente le cose. Ma è sempre il Destino a decidere come e dove portarci. Il tema non è nuovo ed è già stato soggetto di film (Ho affittato un killer di Kaurismaki nel ’99, Bullworth del ’98 con e di Warren Beatty). Ma sull’argomento la sceneggiatura scritta dallo stesso regista, l’esordiente Tom Edmunds, inserisce la vicenda del vecchio killer, che trova la sua ragione di vita nell’eseguire bene il suo mestiere e poco importa che consista nell’ammazzare gente, col supporto amorevole della complice moglie, classica casalinga borghese, ricamatrice di cuscini compulsiva. Un tono da tipico umorismo inglese raffredda molto l’insieme, manca un vero approfondimento dei due personaggi principali, la sensazione di già visto aleggia, non si ride mai abbastanza, non ci si appassiona alla storia. Un po’ si salva il personaggio dell’assassino grazie a Tom Wilkinson, attore che non tradisce mai le aspettative. Ma non è sufficiente a rendere il film degno di visione.

Dimenticabile

5