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Modalità aereo

La calunnia è un venticello (digitale)

di

Paolo Ruffini è Diego, un detestabile riccastro, erede di un’industria che fa vini famosi, arrogante e presuntuoso, convinto di essere un padreterno. Lillo invece è l’esatto opposto, lui è Ivano, poveraccio addetto alle pulizie dei gabinetti dell’aeroporto di Fiumicino, insieme all’amico Sabino (Diego Abbrescia), umili e umiliati. Un giorno i destini dei tre si incrociano, proprio in uno di quei gabinetti, dove Diego maltratta i due con esagerata durezza, a causa della loro goffaggine. Commette però l’errore di dimenticare là il suo telefono e di accorgersene quando è già in volo per l’Australia, impossibilitato a rimediare al danno per 24 ore. In un telefono ormai abbiamo le nostre vite, quanto ci sarà di compromettente, di usabile per mettere in difficoltà il legittimo proprietario? Anche solo un tweet razzista, un’offesa a caso sui social può rovinare l’impotente proprietario. Mentre demolisce una vita, il telefono ne migliora altre, e non solo quelle dei due poveracci. Introno ai quali si muovono anche due personaggi femminili, la moglie di Ivano e una hostess maltrattata da Diego. Visto che il film è ambientato nel periodo natalizio, stupisce non sia uscito in quel periodo festivo, perché ne sarebbe stato adatto, una storia di buoni sentimenti, con gag e battute adatte a tutte le famiglie, discretamente orchestrato, che ha un momento di stanca nella seconda parte, in cui si elabora una troppo complicata strategia di rivalsa. Modalità aereo, oltre che diretto, è scritto da Fausto Brizzi insieme a uno dei protagonisti, Paolo Ruffini, e a Herbert Simone Paragnani, e Brizzi a suo tempo assai bene prometteva, quanto a rivitalizzatore della commedia italiana, almeno negli anni 2000. Nel decennio successivo ci sono stati però lavori più deludenti. Qui il regista ci fa la sua lezioncina, mettiamo il dannato/amato cellulare in modalità aereo, per dare più retta al nostro prossimo, banalmente per non disturbarlo. E poi si toglie qualche sassolino dalla scarpa, con notevole tempestività, dato il poco tempo che separa l’uscita del film dalla sentenza che lo ha assolto dalle accuse di molestie per cui era stato crocefisso a priori sui social, con danno per l’ultimo film distribuito, prodotto da Warner, che senza aspettare tribunali lo aveva allontanato come un reietto. Comprensibilmente quindi ci sono alcune battute (e nemmeno pesanti) su come nella vita si sia sempre a rischio di crollo, considerando anche che però un brutto colpo può anche essere salvifico per riallineare le prospettive. L’importante in fondo, sembra dire il finale del film, è rialzarsi da qualunque cosa possa capitare. La storia lascia un dubbio tecnologico, va bene l’impronta digitale ottenuta fraudolentemente, ma poi davvero non si può bloccare un numero, un cellulare a distanza? Mah.

Vola basso

6