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Maze Runner 2 - La fuga: Recensione

di

Boys on the Run

Sono ancora in fuga i ragazzi che nel Labirinto del primo film erano stati rinchiusi, per un misterioso esperimento da parte di un'altrettanto misteriosa organizzazione che gestisce quel che resta del mondo civile, dopo la solita, imprecisata catastrofe.

Eravamo alla trasposizione del primo capitolo di una saga di sei romanzi scritti da James Dashner, che già di suo, a scanso di equivoci, dichiarava la sua "riconoscenza" nei confronti di "Il Signore delle mosche, Hunger Games e Lost", come a dire, originalità zero. Dopo l'evasione dal Labirinto, i ragazzi finiscono salvati da misteriosi salvatori (tutto intorno ai poveri ragazzi è misterioso) ma Thomas, il leder del gruppetto di sopravvissuti, capisce subito che anche questi nuovi adulti sono sospetti (e come potrebbe essere diversamente, visto che sono capeggiati dal solito infido Aidan Gillen). Il ragazzo è infatti più sveglio della maggior parte degli altri fuggitivi, che si accontentano di doccia, cure, cibo e letti confortevoli senza rendersi conto di essere passati da una prigionia all'altra. Grazie all'aiuto di un nuovo amico, Thomas scopre infatti preoccupanti laboratori che nascondono orribili esperimenti e apprende anche che all'esterno un altro gruppo, capitanato da un misterioso (tanto per cambiare) Braccio Destro si sta opponendo ai piani della misteriosa donna in bianco della W.C.K.D. I ragazzi che sono immuni dal terribile virus che sta decimando i superstiti, sono infatti tutti anonime entità sacrificabili, utili solo per estrarre dal loro cervello l'enzima dal quale elaborare un vaccino. Ma il ruolo di leader non è mai facile e Thomas, mentre qualche amico inizia a rimpiangere la Radura, si trova a dover affrontare anche l'opposizione della sua adorata Teresa che è dilaniata dai dubbi sul da farsi, il che la espone alla possibilità di drammatici errori. Anche se pensiamo che a nessuno, che non fosse lettore della saga, interessasse questo secondo capitolo, ugualmente va detto che si tratta di un film migliore del precedente, più movimentato, più vario, con scenari suggestivi, un deserto pullulante di orridi mutanti come affamati zombie (Zona Bruciata), una metropoli distrutta, altre comunità di sopravvissuti stile Mad Max, una serie di mondi barbarici e crudeli come da tradizione nei post-atomici o post-qualunque cosa. Oltre ai ragazzi già visti nel primo film, il cui leader è ancora Dylan O'Brien (Teen Wolf), fra gli adulti si notano alcune New Entry, Giancarlo Esposito (Jorge), Barry Pepper (Vince), Alan Tudyk (Marcus) e Lili Taylor (Mary). Dirige nuovamente Wes Ball, una carriera con vari mestieri all'interno dell'industria, che sarà al timone anche del terzo episodio, che viene dato per certo. Si delinea ancora più palese il disegno generale, tanto per cambiare adulti commettono tragici errori che provocano danni spaventosi e poi sacrificano le generazioni successive per cercare un rimedio. Sembra socio-economia dei giorni nostri, è fantascienza young adult. Almeno questi Young Adult leggessero fra le righe la metafora e si fortificassero un poco, iniziando qualche blando movimento di ribellione. Non siamo ai livelli della narrazione, ma neanche loro sono messi troppo bene di questi tempi.  Potete leggere qui la nostra recensione del precedente film.

 

 

Secondo meglio del primo

6