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Maria Regina di Scozia

Donne di potere

di

Siamo nel 1561, la diciottenne Mary Stuart (cattolica), in Italia rinominata Stuarda, rimasta vedova del Re di Francia Francesco II, sposato a 16 anni, rifiuta di risposarsi e fa ritorno nella natia Scozia, per rivendicare quello che considera il suo legittimo trono, che era occupato dalla cugina Elisabetta I Tudor (calvinista), figlia di Anna Bolena e del terribile Enrico VIII, vista a sua volta come usurpatrice del trono a causa della sua nascita, considerata figlia illegittima dai cattolici, osteggiata anche lei in quanto donna. Pur unite dalla coscienza di essere due donne che lottavano in un mondo di assoluto maschilismo, le due donne dovranno inevitabilmente scontrarsi. Mary diventa una minaccia per il regno di Elisabetta, mantenuto a prezzo della distruzione della propria vita personale. Infatti mentre la Regina d’Inghilterra rinuncia al matrimonio, per non doversi sottomettere a nessun uomo, Mary si lascerà illudere più volte, perdendo a ogni errore potere e credibilità. Convinta in quanto Stuart di essere una regina più legittima di Elisabetta, osteggiata però dai più ortodossi dei suoi consiglieri e dei sudditi, resterà vittima di conflitti religiosi e dinastici, sarà costretta alla fuga e all’esilio in Inghilterra. Là sarà tenuta prigioniera da Elisabetta per vent’anni, diventando però simbolo del cattolicesimo inglese e della Controriforma e pretesto per innumerevoli complotti, percorso alla fine del quale quasi inevitabilmente troverà un ceppo e una mannaia. Nei bui e gelidi castelli, fra rituali soffocanti, un ferreo controllo da parte della Corte, ancelle invadenti, pochi e infelici amori, o comunque impossibili, di scelte sbagliate per imperizia, per imprudenza, per arroganza, ce ne saranno in abbondanza, da ambo le parti, ma alla fine il piatto degli errori peserà di più dalla parte di Maria Stuart, che morirà a 44 anni nel 1587. La sceneggiatura scritta da Beau Willimon (quello di House of Cards e di The First), basata sul libro di John Guy e messa in scena da Josie Rorke, nota regista teatrale qui al suo primo film, con discutibile attualizzazione sembra ridurre tutto alle difficoltà di essere regine e donne in un mondo di uomini. Mal scritta Mary Stuart, imprudente e autolesionista (l’evanescente Saoirse Ronan), meglio l’Elisabetta di una però troppo bella Margot Robbie, vanamente imbruttita dal trucco, che infatti la testa sul collo la manterrà, così come il potere, per 45 anni. Entrambe pagheranno un prezzo molto alto, una perdendo la vita, l’altra sacrificandola sull’altare del potere. La vicenda storica è notissima, il personaggio già portato molte volte sullo schermo: le versioni più note sono con Katherine Hepburn nel ’36, con Vanessa Redgrave nel ’71. Nel 2007 in Elizabeth: The Golden Age di Shekhar Kapur, Mary era interpretata da Samantha Morton mentre nel 2013 nel film svizzero Mary Queen of Scots era affidata a Camille Rutherford. Intrighi, tradimenti, manipolazioni, torture sadiche, ammazzamenti crudeli, amori discutibili, omosessualità repressa, come da manuale, e ambientazione, costumi e acconciature molto accurati non riescono ad approfondire una storia complessa, che ne esce troppo semplificata (ma davvero Elisabetta era più che altro invidiosa della bellezza della rivale e della sua libertà sessuale?). In assenza di chiari “buoni e cattivi” (buoni non ce n’è, solo varie sfumature di “cattivi” a diverso titolo), riscuote maggiore simpatia proprio l’avversaria, cioè Elisabetta, piuttosto che l’improvvida protagonista. Maria Regina di Scozia non è abbastanza esauriente e accurato da diventare un buon film storico, non abbastanza approfondito nello scavo per personaggi da essere un vero dramma, non sufficientemente frivolo per diventare una narrazione in stile storico/sessual/ fantasy alla Tudor/Borgia più che Game of Thrones. Se di guerra fra donne in un opprimente mondo maschile si vuole parlare, allora attendiamo con maggiore interesse La Favorita di Yorgos Lanthimos. Come consolazione, nei tortuosi e beffardi giri del destino, possiamo riflettere sul fatto che alla fine dall’unico figlio di Mary, Giacomo, sia finita per scaturire l’attuale discendenza del trono britannico, arrivando dopo secoli di matrimoni e morti alla “nostra” longeva Elisabetta II.

Né storia né gossip

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