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Ma cosa ci dice il cervello

Italiani, brava gente

di

Che le mamme siano delle specie di super-eroine lo sanno tutti, certe volte però sono un po’ sottovalutate. Questo accade a Giovanna, dimessa mamma single di una tenera piccina, una che è sempre impegnata con il suo grigio lavoro al Ministero, avanti e indietro nel traffico a subire i soprusi del maleducatissimo prossimo, per timbrare il suo cartellino. Vita privata zero, sociale pure, incapace di cucinare torte e di chattare con le altre mamme della scuola. A casa si becca anche il sarcasmo della madre, una piacente signora un po’ sopra le righe (la sempre mitica Carla Signoris), che non le perdona il suo understatement e la colpisce con appuntito sarcasmo. Ma sapesse la verità…La verità è che Giovanna è come Clark Kent, anonima impiegata di facciata, in realtà agente segreto, punta di diamante della nostra Sicurezza Nazionale, agli ordini diretti del suo paterno capo (Remo Girone). La sua vera soddisfazione la troverà però quando, recuperati quattro amici del liceo, fra cui una vecchia fiamma assai cambiata però (Stefano Fresi), scoprirà di poter fare qualcosa anche per loro. Che nella vita di tutti i giorni subiscono torti grandi e piccoli ma ugualmente sanguinosi da parte di tante copie del tipico italiano medio, che si rifà delle proprie frustrazioni su chi ritiene immediatamente inferiore nella scala alimentare, diseducato e fomentato dalla maleducazione di tv e social. I tapini meritano soddisfazione e chi meglio di un’agente dotata di incredibili capacità e mezzi illimitati, potrebbe aiutarli? Non si vive infatti di sole missioni all’estero per catturare imprendibili agenti segreti e sventare machiavellici complotti, ma semplicemente facendo del bene a chi lo merita. E come spesso accade, a fare del bene agli altri, un po’ ne torna anche per noi stessi. Ma cosa ci dice il cervello è una garbata commedia un po’ action, diretta da Riccardo Milani al suo quinto film con la moglie Paola Cortellesi, che si adegua come sempre al ritmo, attrice che ha sempre trasmesso l’impressione che avrebbe potuto fare di più anche in altri generi. Adatto a grandi e piccini, come il precedente film dell’attrice, La Befana vien di notte, fa sorridere mentre non dice niente di nuovo ma lo fa con un discreto ritmo, mettendo in scena un gruppetto di personaggi convenzionali ma non sgradevoli. Il messaggio del film, così elementare e trasmesso con cautela (le “vendette” sui malvagi non sono mai efferate come potrebbero essere, piccoli contrappassi quasi innocenti, noi saremmo state più sanguinarie), e il finale stesso invitano a farci carico in prima persona dei problemi che abbiamo sottocchio ogni giorno, ciascuno nel nostro piccolo potremmo fare la differenza. Perché si sa noi italiani siamo così, sempre col ditino alzato per gli altri, del tutto incapaci di riconoscere in noi stessi ciò che stigmatizziamo nel nostro prossimo, prepotenti con i deboli (civili), umili con i forti (incivili). Sempre insomma la pagliuzza nell’occhio altrui e mai la trave nel nostro.

Vedibile, per famiglie

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