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Last Christmas

Take Care of Your Heart

di

Cosa c’è di più straordinario di un negozio con addobbi e regali natalizi aperti tutto l’anno? Nella sempre affascinante Londra, esiste un negozio simile, per la gioia di chi volesse sentirsi tutto l’anno con lo spirito delle feste e lì lavora la zuccherosa Kate (Emilia Clarke), assunta caritatevolmente da una bella donna cinese (Michelle Yeoh), nonostante Kate non perda occasione per dimostrare la sua confusione esistenziale. Pur in precedenza malata di qualcosa di grave (non diciamo di cosa perché sarebbe spoiler), ciò nonostante non perde l’occasione per ubriacarsi nei pub e finire a letto col primo che capita. Arrivando in ritardo al lavoro e combinando solo guai. Il suo atteggiamento l’ha anche allontanata dalla famiglia, tutti profughi della ex-Jugoslavia e ansiosi di integrarsi, pur fra le tante difficoltà. Un bel giorno però, incontra un misterioso ragazzo, che scoprirà chiamarsi Tom, saggio, posato, impegnato nel volontariato, che si prende affettuosamente cura di lei scomparendo però per lunghi periodi. Kate dopo un poco lo cerca perché alla fine si è affezionata, anzi anche innamorata. E così un po’ per volta si ritrova a fare le cose che farebbe Tom, sagge, posate, impegnate a far del bene al prossimo. Anche nel suo privato la ragazza si rende conto dei molti errori commessi e inizia un percorso di ammenda e riavvicinamento. Intanto risuonano tutte le più belle canzoni di George Michael, dalle più frivole alle più drammatiche. Come finirà la storiella? Siamo a Natale, il film esce infatti il 19 dicembre. Scommettiamo che…? Last Christmas è ideato e scritto incredibilmente (ma proprio da non crederci) da Emma Thompson, insieme a Greg Wise, più noto come attore, e come interprete si riserva il divertente ruolo della mamma di Kate, con forte accento dell’Est in cui non dubitiamo si sia divertita come già nella serie Harry Potter come Sybil Trelawney (il suo personaggio è l’unica cosa decente del film). Che soffre di un insistito messaggio edificante, buonista, riconciliatorio, che non si accontenta della “catarsi” indotta nella protagonista, ma insiste su tutte le direzioni possibili, senza farsi mancare niente, con: homeless, immigrati e pure lesbiche e anche un accenno anti-Brexit. Troppo di tutto e troppe le faccettine con cui Emilia Clarke cerca di rendere simpatico il suo personaggio, senza riuscirci minimamente. Così come non si può pensare di vivere tutto l’anno fra lucine, elfi e babbi natale, perché ci si saturerebbe, così ci si satura di sorrisi e carinerie e bontà d’animo e gesti caritatevoli e comprensione e condivisione e riconciliazioni e così via. Non che si voglia la malvagità, la durezza, la cattiveria a tutti i cosi, ma si finisce per rimpiangere un po’ il Grinch, quello perfido, di prima del ravvedimento. Uno spreco la sequenza delle mitiche canzoni dell’amato George Michael, sulle quali è costruita la narrazione, che avrebbero meritato ben altro contenitore di questa insulsa fiabetta natalizia, che sembra più che altro uno spot per Londra, ripresa nel suo natalizio splendore, con qualche chicca come il romantico e nascosto Phoenix Garden. L’Ente turismo ringrazia, lo spettatore un po’ meno.

sciroppevole

5