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La truffa dei Logan

I soliti ignoti americani

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Non sono belli, non sono ricchi, non sono fortunati i protagonisti dell’ultimo film girato da Steven Soderbergh, che pur annunciando ciclicamente il suo ritiro dalle scene, continua a lavorare, fra serie tv e film, confermando di essere davvero un artista poliedrico. Non sono solo rappresentanti di quell’America più vera delle desolate province, quella dei red neck, dei proletari insomma. Sono ancora più sfortunati perché Jimmy (Channing Tatum), ex minatore penalizzato da un ginocchio rovinato, viene cacciato preventivamente dal lavoro con la scusa della “crisi”, mentre il fratello Clyde (Adam Driver), è tornato dal servizio militare in Iraq lasciandoci un braccio. E poi nulla, ci si deve arrangiare da soli, nella consueta rassegnata accettazione dell’abbandono da parte delle istituzioni. E per arrangiarsi, stanco di subire, Jimmy, che è il più sveglio dei due, pressato anche da intime urgenze famigliari, si inventa una rapina miliardaria ai danni dell’organizzazione che gestisce un evento milionario, la gara di auto del circuito Nascar nel giorno del Memorial Day, inni e stelle e strisce, cappellini, pollo fritto e coca cola e birra a fiumi. Compendio dell’imbroglio basato sul vecchio “panem et circenses”. E visto che il colpo è così complesso da richiedere un intervento specifico, bisogna fare in modo che l’unico in grado di eseguirlo abbia un alibi di ferro, perché detenuto in carcere. E Jimmy sa bene come risolvere, esempio lampante del motto “piedi grossi cervello fino”. Altro elemento basilare per il colpo sarà la sorella dei due, una parrucchiera senza speranza di scalata sociale, espertissima di automobili, sexy ragazza del Sud che usa anche lei tutto ciò che ha a disposizione per arrivare al suo scopo. A indagare sarà chiamata un’agente dell’FBI (Swank), arrabbiata quanto loro, ma chissà, vai a fidarti di quelli che si sono fatti fare il lavaggio del cervello dal Governo. Il complesso “colpo”, come usa, viene mostrato nel suo svolgimento, anche da più punti di vista e solo nel finale un veloce recap fa capire cosa sia davvero accaduto, chiarisce i punti oscuri, scioglie i dubbi. Momento cult, il pretesto messo in atto dai detenuti per prendere tempo, con una discussione sui diversi tempi di Game of Thrones serie tv rispetto al libro. Non più rapinatori cool come in Ocean’s Eleven, sganciati dal mondo reale e giustamente all’opera nella città più finta che esista, Las Vegas, ma emarginati della vera, depressa West Viriginia, Monti Appalachi, omaggiata dal re del Country John Denver sulle note della bellissima Take Me Home, Country Roads (ma tutta la colonna sonora è “sudista”). Soderbergh, come fosse un giovane regista indie, si è finanziato da solo con la pre-vendita del film, dei diritti televisivi e di streaming nei maggiori mercati. E racconta dei suoi goffi protagonisti con un amore per il dettaglio che non va a scapito della componente più action. Channing Tatum è un vero eroe proletario americano (al suo terzo film con Soderbergh) e Adam Driver sembra sempre più a suo agio in ruoli indipendenti dalle Major. Così come sembra davvero divertirsi Daniel Craig fuori dai panni di 007. Riley Keough, nipote di Elvis in quanto figlia di Lisa Marie, è già stata protagonista della serie di Soderbergh The Girlfriend Experience. Tutto il resto del cast è composto da facce note, assai ben scelte. Logan Lucky (detto con sarcasmo nel titolo originale), è una rivalsa di poveracci, di gente sottovalutata, messa da parte, lavori umili senza garanzie, niente assistenza sanitaria, servizio militare e poi vai per la tua strada. E Non resta che rivoltarsi contro il sistema, contro gli arroganti, contro gli ipocriti, contro quelli che The winner take sit all e a te nemmeno le briciole da pulire. Si è capito bene che gli ultimi mai saranno i primi, perché a loro non sarà concesso, anche se ne avrebbero le capacità. Il frastuono del consumismo ha soffocato la voce di chi è rimasto tagliato fuori, utile idiota, carne da macello che dovrebbe solo chinare la testa dopo aver speso tutto il budget della carta di credito, così poi la banca ti può pignorare tutto quello che possiedi e scaraventarti per strada. Ma qui la beffa, il marameo dei poveracci sembra per un attimo fare giustizia. Robin Hood ha sempre il suo fascino.

Ocean’s Eleven di provincia

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