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La rivolta delle ex: Sos Fantasmi, in salsa rosa

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Connor non è un idiota. No, è solo un irritante Peter Pan che ama “tutte le donne: è questo il problema”. Un ometto “emotivamente ritardato”, uno che ha il rimorchio facile e l’allergia a quel sentimento che per Dante moveva “’l sole e l’altre stelle”, per lui tutt’al più fa diventare “debole, dipendente e grasso”. Nei panni di questo dongiovanni splendido splendente non poteva che esserci lui, l’uomo più sexy del mondo secondo People Magazine del 2005, abbonato ai ruoli del donnaiolo che si ravvede (vedi anche Tutti pazzi per L’Oro, con una Hudson vestita solo di bikini): Mattew McConaughey.

Sua partner di scena, una tiepida Jennifer Garner nei panni dell’eterna amica e futura fidanzata, in cui entrambi i ruoli sono stretti e non raggiungono mai concretizzazione nel qui e ora. Simbolo delle donne che ragionano con il cervello e non con le gambe (per usare un eufemismo) e di tutte quelle che tentano da anni di ricomporre i cocci di quel muscolo involontario di cinque lettere puntualmente distrutto dall’egoismo di chi le circonda, dovrà vedersela con uno sciame di rivali di oggi e di ieri. Tutte pronte a cedere all’incomprensibile fascino (ok, ammettiamolo: ma un Depp o un bel Butler non sarebbero stati meglio?!) del Connor di cui sopra.

Ad aiutarla nel processo di redenzione dell'inguaribile homme fatale, fantasmi di ieri, di oggi e di domani. Vi ricorda qualcosa? Un Christmas Carol in salsa rosa, più vicino per tono scanzonato a quell’Sos fantasmi (non a caso il titolo originale era Ghosts of girlfriends past), che aveva per protagonista Bill Murray e che questo film sembra provare a scimmiottare, ad iniziare dalla figura eccentrica e riccioluta del primo spettro, quello del passato (trattasi qui della prima donna del dongiovanni, in rappresentanza di tutte le infinite successive).

Viaggi ultratemporali a bordo di letti in pelle, un matrimonio da salvare, un funerale tristissimo da evitare e nel mezzo un ottimo Michael Douglas nei panni dello zio sciupa-femmine redivivo, fiero della sua “scopamobile” e irresistibile nelle sue strategie maschiliste (e auto-ironiche): così Mark Waters prova a scherzare sulle commedie romantiche e i drammi nostalgici alla Broken Flowers, firmando un filmetto spumeggiante e con poche pretese.

Tutto già visto e rivisto, ma Time after Time e la redenzione di un uomo sulle note di Burning Love di Presley valgono la pena del biglietto (soprattutto, care donne, se ci portate partner particolarmente dediti a strambe filosofie poligame: qui si parla del rischio dell’amore, poco non è). Per dirla con lo zio Douglas: avanti un’altra, Duca!

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