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La dura verità: Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne

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Risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne, recita il sottotitolo di una delle più famose canzoni di Elio e le Storie Tese (Cara ti amo). Potrebbe essere il sottotitolo di una commedia sentimentale come La dura verità (come del resto di almeno il novanta per cento dei film del genere), un film che si rifà chiaramente allo storico sottogenere noto come Guerra dei sessi, nato intorno agli anni Quaranta. Lo schema è arcinoto: un uomo e una donna si ritrovano accanto per forza, e iniziano a detestarsi. E tra una ripicca e l'altra quell'astio si trasforma in amore.
Accade così, lo capiamo subito, ne La dura verità. Lui (Gerard Butler), sembra il cugino simpatico del Tom Cruise di Magnolia, un imbonitore televisivo che consiglia i giovani uomini a farsi valere nei rapporti con le giovani donne.
Lei ha il volto e il corpo di Katherine Heigl, ancora una volta produttrice televisiva, che sembra non accontentarsi più del compagno sfigato che aveva in Molto incinta, e cerca l'uomo perfetto, scegliendolo in base alle sue caratteristiche in appositi siti internet. Mancanza di tempo o perfezionismo? Come direbbe Quelo, la seconda che hai detto... Un bel giorno lui viene assunto dal programma che lei produce. E gli ascolti si impennano....
La dura verità del titolo, difficile da mandare giù, sarebbe che ai giovani uomini e alle giovani donne non piacciono le stesse cose. Noi ometti, in pratica, non vogliamo le stesse cose delle ragazze, e non possiamo essere cambiati. Tanto vale rinunciare. Così lui comincia a dare una serie di consigli a lei, che ha conosciuto un giovane dottorino tanto bello quanto fesso, in modo che possa diventare una donna in grado di piacere a un uomo. Una sorta di Cyrano de Bergerac in versione pratico/prosaica invece che poetica. Ecco le "regole dell'attrazione": 1) nessuna critica. 2) ridi a quello che dice. 3) gli uomini hanno l'occhio lungo. 4) non parlare dei tuoi problemi: gli uomini non ascoltano. A parte che di recente ho assistito a donne che programmaticamente ridevano a ogni battuta di chi avevano di fronte e vi assicuro che è qualcosa che a noi uomini non piace, La dura verità è il tipico film a tesi, ottimo per stimolare dibattiti sui giornali femminili, in talk show e in forum nella rete. A livello di psicologia, è chiaro, ci va un po' giù con l'accetta: mancano solo "gli uomini non sanno fare due cose contemporaneamente" e "l'uomo propone e la donna dispone"....
Se si sta al gioco però, evitando di prenderla sul serio e non lamentandosi per l'inevitabile prevedibilità, La dura verità è un film che funziona bene: merito di una scrittura che scorre via fluida, e soprattutto dei due attori protagonisti. Gerard Butler trova un ruolo che è il giusto equilibrio tra il macho (o il "macho man"?) di 300 e il romantico di P.S. I Love You, ed è una simpatica canaglia che ognuno vorrebbe come amico. Katherine Heigl continua la sua specializzazione nelle commedie romantiche e si candida a essere la nuova fidanzatina d'America: rispetto a Meg Ryan è meno simpatica, ma è più bella. Pare però che negli States stia antipatica a molti per qualche suo atteggiamento da diva, e perché fuma. Noi, leggetelo senza ironia, la troviamo anche simpatica però. In ogni caso, anche lei ha finalmente la sua scena "cult" di orgasmo al ristorante. E stavolta non è per finta.... Se volete partecipare al dibattito sulla dura verità nei rapporti tra i sessi, siete i benvenuti. Noi vi aspettiamo alla prossima commedia sentimentale per la prossima lezione sui risvolti psicologici nei rapporti tra giovani uomini e giovani donne.

Commedia in stile "Guerra dei sessi". Cyrano in versione pratico/prosaica: prevedibile ma scorrevole

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