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La Llorona – Le lacrime del male

Ma è una congiura??

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La Llorona, personaggio del folklore messicano citata in diversi film e serie tv (Grimm, Supernatural), arriva come protagonista di un film di serie A (o B di lusso) rispetto ai precedenti trattamenti, budget Warner, co-prodotto da James Wan, uno dei responsabili delle due saghe horror di grande successo, Saw e The Conjuring, reduce da Acquaman, che ha affidato la regia a Michael Chaves, al suo primo lavoro impegnativo. Viene accreditato come facente parte dell’Universo Conjuring ma contiene solo una fuggevole citazione di Annabelle, fatta da un personaggio, il prete (Tony Amendola) che già era in quel film. Il cast è di quelli medi, di facce tutte note, la protagonista è Linda Cardellini, una lunga carriera da E. R. a Mad Men e Bloodline, per arrivare a Green Book. Raymond Cruz, faccia tipica da Narcos o poliziotto, qui ha un ruolo simil-esorcista. Un amico poliziotto è Sean Patrick Thomas, altro molto visto in serie tv. Quanto alla Llorona, sotto le sue bianche vesti c’è Marisol Ramirez, con trucco per renderla orrida, e sarebbe stato meglio lasciarla più spesso velata. Perché questo inquietante personaggio, presente nelle varie culture sud-americane come “babau” per i più piccini, spesso legata alla natura e alle sue manifestazioni, sarebbe anche inquietante, una madre che piange inconsolabile i propri figli da lei stessa uccisi per vendicarsi di un uomo traditore. Mostrandola spesso a viso scoperto si perde molto della suggestione. Dopo un incipit in cui si mostra l’origine della leggenda, ci troviamo 300 anni dopo, nella Los Angeles degli anni ’70, dove una giovane donna, vedova di marito poliziotto, cerca di conciliare il suo lavoro di assistente sociale con la sua famiglia (due figlioletti poco empatici), mentre elabora il suo lutto. Ma incappa nel caso di una madre di origine latina che sembra maltrattare i suoi due figli ed è costretta a intervenire. Non sa che così facendo darà il via a una serie di tragici eventi, attirando su di sé l’attenzione del crudele demone. Inevitabile il ricorso a preti e “curaderi” vari. Si facesse mai un sobbalzino che non fosse dovuto a un effetto sonoro, si fosse per un attimo stupiti da qualcosa di insolito, mentre si sbircia l’orologio, sconsolati da tanta banalità, irritati e infastiditi dalla prevedibilità dei comportamenti assurdi dei protagonisti, spettro compreso, delle stanche battute. Visti altri recenti casi, se nell’horror si va avanti così meglio prendersi qualche anno di riposo.

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