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La Famiglia Addams

Diverso da chi?

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La Famiglia Addams è nata nel 1938, come serie di vignette sul New Yorker, dalla penna di Charles Addams. Negli anni ’60 ne era stata tratta la celeberrima serie tv, da cui, dopo altri progetti in animazione, sono derivati i due film degli anni ’90, con l’ottima scelta di Anjelica Huston e Raul Julia e una quasi esordiente Christina Ricci. Erano seguiti un altro film-tv e una nuova serie tv e, per non farsi mancare niente, un musical. Oggi si è deciso di riprendere la storia, visto che il tema del “diverso” che negli anni sembrava ormai sdoganato, quasi estinto, è invece più vivo che mai, rinfocolato spesso dalla politica e soprattutto dai social. Ci viene quindi ri-presentata la a dir poco eccentrica ma solidale Famiglia, in fuga da abitanti e forconi neanche fossero tanti Dracula. Approdano in un luogo che sembra per loro la perfezione, un antico e lugubre manicomio dismesso, sul cucuzzolo di una collina, dove sperano di trovare pace, nel loro splendido isolamento. Peccato che la collinetta sovrasti una pastellosa area residenziale, dove un’ambiziosa agente immobiliare, diva di un reality, sta portando a termine una grossa speculazione. Tutto quel “nero” incombente sulla lieta valle la inquieta, il rifiuto della Famiglia a farsi “colonizzare” la indigna. La donna ricorrerà a ogni più sporco trucco per aizzare gli abitanti contro gli Addams, che sono distratti dalla prossima festa di famiglia, in cui il figlioletto Pugsley dovrà affrontare una prova di iniziazione. Intanto però la figlioletta dell’immobiliarista e Mercoledì intrecciano un’inattesa amicizia, desiderose entrambe di cambiare il loro look, sempre troppo colorata e stucchevole la prima, in perenne bianco e nero la seconda. Intorno si muovono tutti i noti protagonisti della storia, la meravigliosa Mano, il poliedrico Maggiordomo Lurch, lo zio Fester, la Nonna e, alla fine, il meraviglioso cugino Itt (l’ammasso di capelli). Viene introdotta la piccola piovra Aristotele, che era nella serie tv originale ma non nei film, così come la pianta carnivora di Morticia e il leone domestico. La nuova storia e la nuova sceneggiatura sono opera di Matt Lieberman (Qualcuno salvi il Natale), con la collaborazione di uno dei due registi, Conrad Vernon (Shrek 2, Mostri contro alieni, Madagascar 3), che insieme a Greg Tiernan aveva già diretto lo spassoso e politicamente scorrettissimo Sausage Party. Purtroppo la storiella imbastita sulla Famiglia è debolissima, puro pretesto per sottolineare una volta di più che i diversi non esistono, esistono le brave persone e quelle cattive. Anche la Famiglia avrà la sua lezioncina, perché capirà che anche i dictat nei confronti di Mercoledì sono ingiusti. No all’omologazione insomma, da qualunque parte arrivi. Tutti, anche i più strampalati, quelli proprio all’opposto di noi, devono essere lasciati liberi di fare ciò che vogliono, finché non ledono nessun altro. Non mancano comunque battute divertenti e spesso si ride per i ribaltamenti delle abitudini comuni che si vivono nella stramba ma solidale Famiglia. Il disegno si rifà alla versione su carta stampata e deluderà chi avesse presente la serie tv e i due film, perché rende proprio brutto Gomez e pure Mercoledì non è il massimo. Nell’originale il film ha un cast di voci al top, Oscar Isaac, Charlize Theron, Chloë Grace Moretz, Finn Wolfhars, Bette Midler, Allison Janney, Snoop Dogg (che mugugna l’incomprensibile lingua di Itt). Da noi troviamo i professionali Pino Insegno e Virginia Raffaele. La nonna è doppiata da Loredana Bertè, grazie a dio contenuta. Raul Bova fa lo zio Fester. Ma non ci è piaciuta per nulla Eleonora Gaggero, una del cast di Alex & Co, che rende Mercoledì spenta e incolore (nell’originale è Chloë Grace Moretz).

Meglio i film

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