MovieSushi

L'evocazione - The Conjuring: Recensione

di

Giochiamo a battimani?

 

Se oggi, al cinema, si dovesse dare alla Paura un nome ed un cognome (in quel tipo di operazioni di marketing così care ad Alfred Hitchcock), di sicuro quel nome sarebbe James Wan. Già con Dead Silence, il regista diventato famoso grazie al primo Saw aveva dimostrato enormi potenzialità ma, per qualche ragione bizzarra (il film, in realtà, è ottimo) pubblico e critica lo avevano praticamente ignorato. Wan, però, è tornato alla carica con Insidious (il sequel uscirà da noi a novembre), un film dell'orrore che, finalmente, riusciva a raggiungere il suo scopo: terrorizzare il pubblico. è il film della consacrazione, ovvero la pellicola che, senza paura di essere smentiti, ci consente di affermare quanto segue: James Wan è uno dei pochissimi registi viventi in grado di farci davvero paura.

E questo grazie alla sua maestria nel padroneggiare due "cosucce" che ormai si tende a sottovalutare: tecnica cinematografica e potere della suggestione. Non per niente, in una recente intervista, lo stesso Wan ha confessato che il suo film di riferimento, ovvero la pellicola che secondo lui incarna il vero "terrore su celluloide" è Gli Invasati, capolavoro firmato da Robert Wise nel 1963. Con The Conjuring, Wan dimostra di aver assimilato alla perfezione la lezione del maestro americano e mette in scena un film in cui, grazie ad una tecnica sopraffina, l'attesa diventa snervante, la suspense sale fino a diventare insostenibile e, soprattutto, quello che lo spettatore immagina finisce per essere molto più terrorizzante di ciò che, man mano, viene svelato. Il film, basato sulla storia vera di Ed e Lorraine Warren (demonologi e "investigatori del paranormale"), racconta di una famiglia che, appena trasferita in una vecchia casa di campagna, comincia a sperimentare inquietanti fenomeni di infestazione. Chiamati in soccorso, i coniugi Warren scopriranno che la casa, in passato, è stata teatro di fatti terribili e che molti spiriti (tra cui una strega malvagia) dimorano ancora tra quelle mura. Costumi, scenografia, ottima fotografia, ambientazione anni Settanta ed una scelta perfetta di casting sono gli altri valori aggiunti per un film che (finalmente con merito) ha saputo conquistare il pubblico americano, tanto da scalare il botteghino in brevissimo tempo e raggiungere un incasso superiore ai 100 milioni di $. Dopo tanti sequel, remake, reboot e Attività Paranormali varie...è confortante constatare che, qualche volta, è anche la qualità (e non solo il marketing) ad essere premiata.

Sì, fa paura

8