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L'apprendista stregone: Quando l'abito fa il monaco... anzi lo stregone

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 L'Apprendista Stregone, presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Giffoni, come suggerisce il titolo, è ispirato all'omonima ballata composta da Wolfgang Goethe, poi diventata poema sinfonico grazie alle musiche di Paul Dukas e infine arrivata al cinema come segmento di Fantasia con protagonista Topolino (seguendo sia la storia di Goethe che le musiche di Dukas). La Disney ha deciso di costruirci sopra un lungometraggio e di affidare la regia all'asperto in materia Jon Turteltaub

Protagonista della pellicola è Nicolas Cage che con Turteltaub ha già lavorato ne Il Mistero dei Templari e Il Mistero delle Pagine Perdute e che in questa pellicola veste i panni dello stregone Balthazar Blake, che dopo la morte del suo maestro Mago Merlino ha attraversato i secoli per trovare il diretto discendente del grande mago, l'unico in grado di sconfiggere la perfida strega Morgana, una come sempre bellissima Monica Bellucci. Blake-Cage riconoscerà l'anima del mago supremo nel giovane nerd Dave Stutler, interpretato da Jay Baruchel, che grazie all'aiuto del suo mentore scoprirà i suoi poteri, capaci di farlo maturare ed infine conquistare la ragazza di cui è perdutamente innamorato (Teresa Palmer). 

Attori che non vanno oltre il normale compito di recitare dei ruoli da film per ragazzi, ad eccezione di Baruchel, che diverte e sorprende per la sua frizzante spontaneità. Menzione d'onore invece per il cattivo di turno, lo stregone Maxim Horvath, un bravissimo Alfred Molina che dopo aver vestito i panni del Dottor Octopus in Spider Man 2 deve averci preso gusto. Quello che davvero colpisce di questo film sono gli strepitosi effetti speciali, talmente ben fatti da risultare al limite della perfezione e che valgono da soli il prezzo del biglietto, anche perchè meritano di essere visti sul grande schermo. A questo proposito, la fatidica scena delle scope, l'omaggio diretto a Fantasia, è tecnicamente e visivamente molto interessante, mentre è una scelta giustissima quella di non aver convertito il film alla tecnologia 3D, cosa che avrebbe solo rovinato il godimento delle immagini, rendendole troppo opache e scure. Non c'è molto altro in L'Apprendista Stregone. La trama è piuttosto scontata per come si svolge e non ci sono particolari temi di riflessione. Interessante, però, è lo sviluppo del personaggio nerd che attraverso la magia trova sicurezza in se stesso e nei propri mezzi, cambiando così il proprio modo di rapportarsi agli altri.  In definitiva si tratta di un bel giocattolo, confezionato abilmente dalla Disney, per un pubblico giovane. 


effetti speciali sono i veri protagonisti di questa pellicola che si ispira a Fantasia

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