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L’inganno perfetto

Il carnefice che diventa vittima

di

Mentiamo, tutti, tutti ci diciamo bugie, piccole, grandi, per tanti diversi motivi. Lo facciamo di persona, figurarsi oggi nel mondo virtuale, dove con i social, sulle chat si può dare di sé l’immagine che si vuole, recitando il ruolo che ci siamo scelti. E su una chat si conoscono i due anziani vedovi, all’incirca entrambi ottantenni, raccontandosi piccole, innocue bugie, per rendersi più appetibili. Si incontrano e si piacciono, benestanti, amabili, in cerca di compagnia senza liaison rese imbarazzanti dall’età. Si trovano bene, iniziano a frequentarsi. Come subito si sospetta/intuisce però, lui nasconde ben altri segreti, Roy infatti è un truffatore professionale, uno che insieme a un socio e a un gruppetto di collaboratori, mette in piedi vere e proprie complesse “stangate”. Ma vorrebbe fare il colpo definitivo e ha preso di mira la facoltosa Betty, che possiede un ricco patrimonio da saccheggiare. Non tutto fila liscio, c’è un nipote di lei molto duro, ostile, ci sono dei collaboratori che creano problemi, uno dei truffati rintraccia Roy che mostra una durezza insospettabile, sotto la bonaria scorza da anziano bonaccione. Come lo spettatore immagina, anche senza essere particolarmente smaliziato, niente è come sembra, e come pensare che la splendida Betty non nasconda qualcosa, troppo credulona per essere vera. Balena il dubbio che l’affare sia anche di cuore oltre che di interesse, ci si aspetta che la situazione si ribalti. E così sarà, anche se virando in una direzione diversa dal previsto, più originale se vogliamo. Eppure è proprio in quello snodo, in cui si inizia a comprendere dove si andrà a parare, che il film perde di credibilità, con almeno un momento clamorosamente fuori tono e in genere un eccesso di improbabilità, proprio quando al contrario dovrebbe “prendere” maggiormente, per l’aggancio con un tema (anzi due) di ben altro spessore (che non anticipiamo per non spoilerare). Il film, tratto dal libro di Nicholas Searle, è un perfetto dramma da camera, che si può agevolmente immaginare messo in scena su un palcoscenico teatrale, diretto da Bill Condon, su una sceneggiatura di Jeffrey Hatcher, entrambi avevano già lavorato con McKellen per il film Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto. Ci sono echi di altri film di McKellen (Demoni e dei che già era diretto da Condon, L’allievo) in questa storia, che parte come commedia, diventa subito una storia di truffatori, per poi virare da tutt’altra parte, finendo per diventare quasi un thriller legato alla nostra storia recente, vista l’età dei protagonisti. Non convince del tutto ma la visione non è spiacevole, vista la presenza di due attori grandissimi come Ian McKellen e Helen Mirren, che si divertono interpretando due anziani in gran forma, che non hanno niente da invidiare ai giovani, quanto a determinazione e durezza. Perché se sei sopravvissuto dagli anni ’30 a oggi, una marcia in più la devi avere.

Grandi interpretazioni

6