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Kingsman: Recensione

di

Una Sim Card ci ucciderà

Kingsman è una sartoria di lusso in Savile Row, una delle strade più chic di Londra. In realtà è la sede di una Intelligence segretissima che si occupa di intrighi internazionali a livello 007 vs Spectre. Dopo aver perso l'uomo migliore, Harry, mitico agente senior, un vero gentleman, si trova a doverlo sostituire. Proprio Gary "Eggsy" Unwin, il figlio di un altro eroico caduto sul lavoro, adolescente problematico in un quartiere difficile di Londra, sembra l'allievo più promettente.

Gary dovrà però impegnarsi molto, e crederci, e Harry dovrà avere molto fiducia in lui, per crederci. Il Villain della situazione è un magnate pazzo (variante fantasiosa del solito scienziato), fissato con l'ecologia, che ha inventato un sistema diabolico e supertecnologico per ripulire la Terra dalle masse che la affollano inutilmente, salvando solo un'elite di privilegiati. Ma è tutto da ridere perché Kingsman è una spassosa commedia che ricorda il Casino Royale con David Niven e Woody Allen, virato al pulp. Per questo motivo, pur non essendo due film paragonabili, possiamo dire che Kingsman riesce dove ha fallito Mortdecai, entrambi di origine "letteraria" (questo è tratto dal fumetto The Secret Service, scritto da Mark Millar insieme all'illustratore Dave Gibbons), ricco di citazioni-parodie di quei gloriosi prodotti cinematografici che il regista pazzo non smette di citare, fino all'ultima battuta, mentre aleggia su tutti l'anima più amata di James Bond, con armi e gadget che avrebbero fatto la felicità di M. Dirige Matthew Vaughn, con un risultato non perfetto ma godibile, non all'altezza del precedente Kick-Ass, realizzando nuovamente un prodotto non riconducibile a un genere preciso, una commedia d'azione, con molti effetti speciali, contaminata con una certa quantità di (pur spassoso) splatter. Bel cast, che vede come protagonisti il solito Colin Firth dall'innato aplomb e un giovane Taron Egerton al suo primo ruolo importante, con un'interessante faccia che lo renderà adatto a film di vario genere. Divertente la caratterizzazione di Samuel Jackson, Mark Strong è sempre lui. Comparsata di un quasi irriconoscibile Mark Hamill (il Luke di Star Wars nel 1977) e di un altro che di aplomb se ne intende, Jack Davenport. Menzione per la bellissima Sofia Boutella, in versione simil-Pistorious, ma con lame assassine. Michael Caine quando appare sullo schermo provoca sempre un senso di ritorno a casa. Ottima scelta di canzoni, si parte con Money for Nothing sui divertenti titoli di testa, e si prosegue con Iggy Azalea, Lynard Skynyard, KC & the Sunshine Band, Bryan Ferry e perfino i Take That. Kingsman è una bizzarra commedia con tanto ritmo e tanta ironia, arricchita da ottime scene d'azione (perfetta quella della strage in chiesa) che, più che a Tarantino, si potrebbe accostare alla serie Spy Kids, in versione adult. E non è da trascurare il messaggio "politico" finale, perché a vincere sarà un sano connubio fra uno snob con un manico di scopa infilato dove ben si sa e un proletario bullo per disperazione, che non vede l'ora di indossare un completo fatto a mano.

 

una divertente pulp-comedy

7