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Judy

A Star Is Dead

di

A Star Is Dead Judy Regia: Rupert Goold Cast: Reneée Zellweger, Finn Wittrock, Rufus Sewell, Jessie Buckley, Michael Gambon Distribuzione: Notorious Pictures Genere: biografico Nel filone delle biografie di personaggi famosi, affidate ad attori che operano una specie di mimesi con il personaggio a loro affidato, dopo Bohemian Rapsody e Rocketman, arriva Judy, che racconta gli ultimi mesi di vita di Judy Garland, notissima attrice e cantante, madre della poi a sua volta notissima Liza Minnelli, morta a 47 anni per una serie di abusi, che il suo fisico già minato non aveva potuto più sopportare. Donna fragilissima, devastata da una vita sul palcoscenico, che calcava da quando aveva due anni, era finita da ragazzina sotto contratto con Louis B. Meyer potentissimo, dispotico presidente MGM, un vero orco sembra e anche in altri campi. Siamo negli anni ’30, epoca in cui i produttori, detti non a caso Mogul, plasmavano e distruggevano carriere a loro piacimento, “allevando” i loro divi come animali da esposizione, con un controllo ferreo (e disumano) delle loro vite private oltre che delle loro carriere (come tanti film ci hanno mostrato, come anche era descritto nella serie tv Feud, in cui Meyer compariva interpretato da Kerry Stein). La ragazzina bruttina e un po’ in carne era stata devastata da anni di feroce gestione di ogni anche minimo aspetto della sua vita, costretta a perdere costantemente peso, assumendo anfetamine e poi sonniferi per dormire, nel totale sprezzo per la sua salute presente e futura, in un devastante contrasto fra la vita reale (e il cibo “vero”) e la finzione costante davvero ben descritto. Ma era diventata davvero una diva, dalla veloce parabola però, incapace di gestire una vita vera che non era stata preparata ad affrontare. Cinque mariti e tre figli non le avevano mai insegnato a costruirsi una sua famiglia. Era un vero animale da palcoscenico, che solo là trovava un breve momento di conforto alle sue insicurezze, preceduto però da crisi di ansia e panico da prestazione, che la costringevano a imbottita di alcol e di pillole. Il film diretto da Rupert Goold, è tratto dallo spettacolo teatrale di Peter Quilter, End of the Rainbow e compie l’oculata scelta di mostrarci l’attrice negli ultimi mesi della sua breve vita nei primi mesi del 1969, durante la serie di concerti al Talk of the Town di Londra, contratto accettato per assoluto bisogno di soldi, per riuscire a mettere da parte il necessario a trovare una casa per sé e per i due figli, avuti dal matrimonio fallito con Sid Luft (nel film è Rufus Sewell). In quei mesi nel vuoto della sua disperazione, troverà l’ultimo marito sbagliato, Mickey Deans (Finn Wittrock). Il personaggio della giovane assistente, interpretata da Jessie Buckley, è realmente esistito e ha collaborato alla realizzazione del film. Intorno un cast di facce notissime e note, ma tutto ruota intorno alla protagonista assoluta una Renée Zellweger di stupefacente somiglianza, che canta in modo sorprendente alcune canzoni assai famose, fra cui una versione assai sofferta di Over the Rainbow. Per una volta il suo modo di recitare, che non abbiamo mai apprezzato, di atteggiare la bocca, di fare insomma una vasta gamma di smorfie, qui è contenuto e contribuisce ad accentuare la fragilità, l’insicurezza patetica del personaggio. Non dubitiamo dell’impegno profuso nell’interpretazione, visto che le ha già procurato una candidatura ai GG e l’ha portata alla candidatura agli Oscar. Come anni fa si diceva che la messa in scena di una disabilitò portava all’Oscar, oggi, dopo il Freddy Mercury di Rami Malek, potrebbe essere di nuovo “l’incarnazione” in un altro personaggio noto e amato a favorire un’attrice mai molto considerata, staremo a vedere. Per concludere, non va dimenticato che proprio la Garland era protagonista femminile della versione più nota (prima di quella di Gaga e Cooper) di E’ nata una stella, quella del 1954, diretta da George Cukor, in cui a soccombere allo spietato ambiente era James Mason. E sembra così chiudersi un cerchio, considerando che anche la figlia Liza non è riuscita a sottrarsi a un destino comune a quello della madre.

sorprendente

7