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Io sono Babbo Natale

L’ultimo film con Gigi Proietti

di

Ettore è ex bimbetto ferito dalla poca attenzione di Babbo Natale nei suoi confronti (nonché da quella dei suoi balordi genitori). Sentendosi rifiutato, da grande rifiuta lui la società e diventa un delinquente. Quando esce di galera dopo una lunga pena, è quasi Natale, ma non ha nessuno ad attenderlo. Con il suo stile di vita ha infatti provocato la rottura del matrimonio con l’amata Laura e non è nemmeno riconosciuto dalla bambina che è sua figlia. Della quale del resto lui nemmeno ricorda il nome. Finito a dormire su una panchina, viene trattato con gentilezza da un uomo anziano, che lo ospita perfino a casa sua. Ma può un tizio come Ettore apprezzare tanta buona volontà? No certo, e infatti il rapporto con l’anziano comincia malissimo, con un’aggressione per derubarlo. Ma a quel punto con grande sorpresa Ettore scopre qual è la vera identità dell’uomo, che nello scantinato della sua villetta nasconde una succursale della mitica “fabbrica” della Lapponia. Però anche dopo questa stupefacente rivelazione, Ettore pensa solo a trarre un vantaggio personale, mettendo a rischio perfino il suo generoso ospite. Babbo Natale però la sa lunga e ha i suoi piani, che Ettore non può immaginare. Farà però ostinatamente di tutto per rovinare ancora una volta l’ultimo regalo che la vita gli può fare. Scrive e dirige Edoardo Falcone (Se dio vuole, Questione di karma). Effetti speciali elementari ma piacevoli, un insolito cast di nani e lillipuziani per interpretare gli aiutanti elfi, per un film che non susciterebbe molte aspettative, visto il livello medio delle ultime produzioni nel genere “commedia”, specie sotto le feste, e invece risulta migliore del previsto. Perché Io sono Babbo Natale ha una sceneggiatura con una sua garbata conclusione, meno convenzionale di quanto lasciava trasparire all’inizio, e soprattutto permette di rivedere per l’ultima volta Gigi Proietti, che appare in ottima forma, in una misurata interpretazione. Anche Giallini è più contenuto, pur nei limiti del suo personaggio quasi abituale, il burbero disilluso, fumatore accanito e politicamente scorretto. Certo si tratta sempre di un film “romano centrico”, che però non infastidisce. Dedicato ovviamente “a Gigi”.

Per famiglie

6