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Il professore e il pazzo

L’amore per la conoscenza

di

Alzi la mano chi sa come è nato uno dei grandi dizionari della storia, l’Oxford English Dictionary. In pochi lo faranno, immaginiamo, e quei pochi ne saranno informati per motivi di studio, perché raramente capita di interrogarsi su simili realtà. E invece anche dietro un argomento che si suppone barboso e privo di appeal narrativo, si nasconde una storia particolare, triste e strana. Nel 1857 a Oxford, la Philological Society di Londra incarica il Professor James Murray di compilare il dizionario storico della lingua inglese, antica e moderna. Le definizioni sarebbero state ordinate in base alla comparsa di ogni lemma (ogni singola voce di un dizionario), arricchite da citazioni e date per rapportarle con le fonti letterarie (nel 1989 è stata pubblicata una seconda edizione in 20 volumi, per dire il peso della pubblicazione). Murrayviene scelto pur fra molti dubbi sulla sua figura, perché si trattava di un uomo coltissimo ma al di fuori del giro letterario che contava, un eccentrico autodidatta di origine scozzese, per di più. Alla compilazione, impresa che necessitava di un numero enorme di collaboratori esterni, affinché nulla venisse dimenticato, partecipa un personaggio molto particolare, William Chester Minor, responsabile della redazione di almeno diecimila voci, un uomo disturbatissimo, rinchiuso in un manicomio per aver ammazzato ingiustamente un poveraccio. Minor era un reduce della Guerra Civile americana, un medico con un violentissimo stress post-traumatico (allora nemmeno si sapeva cosa fosse), che lo aveva reso del tutto instabile. La sua collaborazione diventa così fondamentale per Murray, da dare inizio a un’insolita amicizia. Tutto questo mentre Minor stava tentando un impossibile ritorno alla normalità attraverso la difficile riconciliazione con la moglie della sua vittima. Tratto dal romanzo di Simon Winchester L’assassino più colto del mondo del 1998, il film è diretto da Farhad Safinia (accreditato anche come P. B. Shemran), al suo esordio in un lungometraggio, autore della bella serie tv Boss, già nel giro di Mel Gibson come co-sceneggiatore e co-produttore di Apocalypto. Il Professore e il pazzo è un film sull’amore per la parola e il rispetto per il suo potere, sulla necessità di conoscerne la storia, lo sviluppo, di imparare a godere della bellezza di un suono (le parole sono come musica), con la necessità di catalogare, fissare nella storia per i posteri nascita, vita e anche a volte morte di un sostantivo, di un aggettivo. Il professore e il pazzo è un film per imparare, per conoscere una storia poco nota, per interrogarsi sulla natura della mente umana, sulla sua fragilità, sulla sua grandezza. Per chiedersi ogni volta, cosa ci sia dietro una grande opera portata a termine da piccoli uomini, attraverso quante difficoltà, a che prezzo e in che modo sia stata portata a termine. Film non per un pubblico generalista, che attratto dai nomi dei due divi potrebbe restare deluso da una storia che certo non è una delle loro solite.

diligente

7