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Il mistero di Henri Pick

Alla ricerca del tempo perduto

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Si parla di libri, nel film Il mistero di Henry Pick, di questo oggetto dato più volte per estinto e invece ancora ben vivo, capace di suscitare passioni sono grazie all’odore delle sue pagine, oggetto da passare ad altri, da lasciare in eredità, senza che davvero finisca mai distrutto, avvicinandosi a qualcosa di simile all’eternità. Siamo nella serena, pacifica Bretagna, nella penisola di Crozon, una giovane editor di casa editrice, con fidanzato scrittore, ignorato però dai vertici del suo ambiente, scopre per caso l’esistenza di un luogo quasi mitologico, la Biblioteca dei libri rifiutati, manoscritti respinti al mittente dai selezionatori delle case editrici, finiti sepolti sotto valanghe di altri rifiutati anche loro. Ma un gentile bibliotecario ha dedicato una stanzetta a tutti questi figli mai accettati e lì li ha raccolti e li custodisce con amore. Perché si scopre che pur in era digitale, la gente scrive e scrive, e su carta, storie improbabili, romanzi improponibili, manuali assurdi, saggi e guide per ogni argomenti possibile. Il libro, dal titolo Le ultime ore di una storia d’amore, con un colto parallelo con lo scrittore russo Pushkin, risulta scritto da un ex pizzaiolo di zona, ben noto per le sue qualità come cuoco ma nulla più. L’uomo ormai è morto, moglie e figlia non ne hanno mai saputo nulla. Il libro è bellissimo, viene pubblicato e diventa un enorme successo, grazie anche alla storia umana che si intuisce alle spalle, la famiglia trasecola, l’editore di frega le mani. L’unico scettico, addirittura ostile, convinto si tratti di una truffa, è Jean Michel, critico supponente, per le sue asprezze caduto in disgrazia perfino presso il canale tv in cui tiene una seguita rubrica di critica letteraria, lasciato pure dall’esasperata consorte. Jean si incaponisce e si butta nell’investigazione con feroce entusiasmo. Si ritrova in un mondo diverso, dai tempi più dilatati, fra personaggi fuori dal suo ambiente, con interessi opposti. Scoprirà molte cose sul caso che lo ha appassionato, sulle persone coinvolte, su se stesso. Il mistero di Henri Pick è un delizioso thriller letterario, una favola romantica, scritta (insieme a Vanessa Portal) e diretta da Rémi Bezançon, con ritmo, con humor, con malinconia. La riuscita del film dipende anche dal cast, con Fabrice Luchini, sublime nel fare il bisbetico che forse si domerà, forse per mano della pungente Camille Cottin (si può rivederla in Dix pur cent - Call my agent, su Netflix), divenuta famosa con la sua candid camera Connasse, princesse des coeurs. Tratto dal libro di David Foenkinos, il film ha l’ineffabile grazie tipica di certe commedie francesi, dove da argomenti all’apparenza frivoli scaturiscono riflessioni più vaste e se ne esce felici senza sapere bene perché.

così francese

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