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Il Grinch

Essere buoni conviene

di

Esce nei cinema Il Grinch, film in animazione per grandi e piccini, a pochi giorni dallo Schiaccianoci, bruciando adesso quesi tutti i film “fiabeschi” deputati a allietare il pomeriggio del giorno di Natale, divenuta ormai festività divisiva. C’è chi la ama per motivi religioso/morali (pace in terra agli uomini di buona volontà) o meramente consumistici (cene conviviali, dolcetti di pan di zenzero, Santa Klaus e regali e ancora regali) e chi la detesta, chi vorrebbero passarla dormendo, svegliandosi a festa conclusa. Visto che anche detestare qualcosa comporta un dispendio di energie, tanta ostilità sembra eccessiva e segno forse di qualche oscuro disagio, un proiettare sugli altri stati d’animo che noi abbiamo provato, sentimenti che siamo noi ad avere subito, che hanno lasciato un segno. Questo ci racconta la nuova versione del Grinch, personaggio nato dalla penna del Dr. Seuss nel 1957. già portato su grande schermo in altre occasioni, lo speciale televisivo Il Grinch e la favola di Natale, e il film in live action del 2000 diretto da Ron Howard, in cui il protagonista era Jim Carrey. Ad occuparsene questa volta sono Universal e lo studio di animazione Illumination di Chris Meledandri, quelli di Ice Age e di Cattivissimo me e degli adorabili Minions (che infatti sono protagonisti dello spassoso corto abbinato al film, intitolato Yellow is a New Black e gli amanti delle serie tv già ridono). Il delizioso paesino di Chinonsò si sta preparando lietamente alla festa più attesa dell’anno, con gran dispendio di luminarie e pacchi dono, addobbi e pan di zenzero in quantità. Rinchiuso in sdegnoso isolamento nella sua spoglia grotta sul monte Crumpet, il Grinch spia con astio i suoi festosi concittadini. Costretto a scendere nel paese con il suo unico amico, il tenero cagnetto Max, trova nell’allegria che circola nell’aria motivo di ulteriore fastidio. Decide così di rovinare la festa a tutti, diventando un Babbo Natale al contrario, che toglie invece che dare, e ruba invece che donare. Nella notte della Vigilia, armato di fantasiosi marchingegni, saccheggia tutte le allegre casine del paese, pensando di ricavarne chissà che soddisfazione. Noi però sappiamo che il Grinch è stato un tenero bimbetto come tutti gli altri (anche se sempre verde), che si è sentito rifiutato dal mondo. E in base ad un elementare processo psicologico, una volta cresciuto si è illuso di vendicarsi rifiutando lui chi lo aveva ferito. E così basterà l’incontro con la tenera Cindy Chi Lou, piccina che non vorrebbe regali ma solo la felicità per la sua mamma single, per indurlo a inattesi comportamenti. Che gli daranno molto più soddisfazione di quanto avesse previsto in precedenza. Non si creda che il messaggio sia melenso, perché il film non lo è affatto, nella sua veloce esposizione della storia, ricca di divertenti gag in stile slapstick, e non stupisce visto il pedigree dei registi, Yarrow Cheney e Scott Mosier. L’azione è scandita dei deliziosi versi in rima della storia originale. Il Grinch in originale ha la voce di Bendict Cumberbatch, quasi irriconoscibile però, mentre in italiano è Alessandro Gassman. Alla fine forse è vero che chi odia tanto il Natale e proprio non riesce ad essere nemmeno un poco “buono” almeno una volta all’anno (converrebbe un po’ di più) ha il cuore tre taglie in meno degli altri, come dice il Dr. Seuss. Urge ecocardiogramma.

Per famiglie

7