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Goodnight Mommy: Recensione

di

 

Let's Stick Together

La mamma è l'unica certezza della vita, non solo come nostra origine (mater sempre certa...), ma proprio come pilastro della famiglia, fondamento della società, dispensatrice insostituibile di affetti e cure. Cosa succede però quando questa certezza viene messa in dubbio? Elias e Lukas sono due gemellini sui dieci anni, due ragazzini un po' selvatici e fantasiosi, che amano trascorre lunghe ore esplorando i fitti boschi circostanti la loro moderna, glaciale villa sull'orlo di un limpido lago, godendo nello spaventarsi, mentre affrontano immaginarie avventure.

Il padre manca, non si sa perché. La mamma torna dall'ospedale, la testa interamente fasciata, in vista solo gli occhi tumefatti e la bocca. Un totale rifacimento estetico? O un devastante incidente? E' aspra, severa, si rivolge ai due gemelli al singolare, prepara cibo per uno. Ignora Lukas per un risentimento che non sappiamo o il ragazzino è l'amico immaginario di un piccino troppo solo? I due cominciano a spiarla, a dubitare della sua identità, mentre la donna si isola, chiudendosi nella sua camera al buio. Sembra una mamma da fiaba cattiva, che si rimira solitaria allo specchio, dispotica e anche manesca, che si concede solitarie incursioni nella natura selvaggia fuori dalla casa. Troppe foto mancano da una parete e dall'album di famiglia.  Il/i piccini la spiano, la controllano e anche quando si toglie le bende, la loro convinzione non si spegne. La storia sotto quest'apparenza da thriller psicologico che vira all'horror, vuole parlare d'altro (non si può dire molto per non spoilerare), ma il bersaglio è centrato solo in parte. Il lento snodarsi della vicenda, che riesce per un po' a rendere ambigui e intriganti i comportamenti dei protagonisti, ha una svolta finale decisamente horror (con uso improprio della colla acrilica) e perde per strada molte delle interessanti implicazioni che suggeriva. I piccini come sempre pagano le colpe, gli errori degli adulti, che però anch'essi pagano il fio delle loro responsabilità. Che non sono quelle su cui si è appuntato il figlioletto, nell'ambiguo confine fra realtà e suggestione. Goodnight Mommy, titolo internazionale per l'originale Ich seh ich seh (Io vedo io vedo) è l'opera prima dei due registi Severin Fiala e Veronika Franz, la moglie di Ulrich Seidl, a sua volta autore di film che mirano sempre a suscitare un senso di disagio. Con l'ausilio della fotografia di Martin Gschlacht, uno degli elementi fondanti della messa in scena, e grazie a un cast splendidamente scelto, Goodnight Mommy è un film imperfetto, che riesce però a trasmettere inquietudine, infelicità, lasciando un alone di dubbio, forse voluto, forse no. Ed è questa incertezza che lascia perplessi nel giudizio finale.

 

 

Imperfetto ma interessante

6