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Godzilla: Recensione

di

Io sto con Godzilla

 

Sebbene non fosse sicuramente difficile fare meglio di Roland Emmerich (il suo remake del 1998 è così brutto da essere quasi offensivo), il compito del giovaneGareth Edwards non era certo privo di insidie. Godzilla, infatti, è molto di più che un semplice mostro gigante distruttore; dal 1954 (anno del film originale) ad oggi, la creatura è diventata un simbolo, un icona pop e, soprattutto, è ed è sempre stata uno dei personaggi più fortemente metaforici della storia del cinema fantastico.

Fortunatamente per noi il regista inglese ha metabolizzato tutto questo e ha realizzato un ottimo film nel quale la figura di Godzilla è trattata con amore e rispetto e la sua caratterizzazione è figlia di un attento studio dell'intera saga cinematografica a lei dedicata. Edwards restituisce al mostro di Godzilla la sua natura radioattiva, ricollegandosi, così, con le sue vere origini, ovvero, l'incarnazione metaforica dell'orrore che ha sconvolto il Giappone dopo le stragi atomiche di Hiroshima e Nagasaki. Nello stesso tempo, come da tradizione, consente a Godzilla di dedicarsi ad una delle "mansioni" per la quale è più famoso: combattere altri mostri giganti. I fan duri e puri del franchise troveranno tante altre citazioni e/o rimandi con i quali sollazzarsi ed il pubblico generalista, invece, godrà dell'insieme senza, per questo, perdersi più di tanto. Un'altro punto a favore di Edwards è quello di aver compreso alla perfezione, in perfetta antitesi al deludente Pacific Rim, che l'elemento fondamentale per un buon Disaster Movie è l'attesa. Per un'ora di film, infatti, Godzilla non si palesa e quando, finalmente, si manifesta in tutta la sua gloria roboante, l'eccitazione diventa palpabile. Anche in Monsters (suo film d'esordio) Gareth Edwards aveva proposto la stessa costruzione narrativa, ma per riproporla in un blockbuster come Godzilla ci voleva coraggio e fiducia: due qualità decisamente premiate dal risultato. Lievemente troppo lungo, il film accusa un momento di stanca nella parte centrale, anche a causa di un eroe (Aaron Taylor-Johnson) non troppo convincente, ma, nel complesso, il ritorno di Godzilla è da accogliere con malcelato gaudio.

Vinci per noi Gojira!

8