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Genitori quasi perfetti

Ma lo ha ordinato il dottore?

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Gli esseri umani sono così diversi, così vari e complessi, e tutti potenzialmente possono diventare genitori (anche se qualche volta un esamino attitudinale ci vorrebbe), quindi anche in questa veste saranno di tanti tipi e tanto diversi. Il film Genitori quasi perfetti questo ci racconta, una storia di papà e mamme, single e sposati, in una serata di ordinaria follia. Il pretesto per la riunione è il compleanno di uno dei piccini, per il quale la sua mamma (Anna Foglietta), indaffaratissima veterinaria senza partner, tenta di organizzare una bella festa. Invita pertanto quelli che crede i suoi migliori amici, i compagni di scuola del figlioletto (siamo sui 6/7 anni) e ovviamente arrivano i relativi genitori, tutti casi clinici a vario titolo. Ne usciranno con le ossa rotte, dopo un prevedibile “carnage” piccolo borghese, ma una nuova coscienza di sé (forse). Di film corali centrati sui vizi tanti e sulle virtù poche dell’italiano medio basso ne abbiamo visti molti e questo, pur aggiornato al tema della “diversità” in ambito gender, resta nella media. Ma a tratti fa davvero ridere, per le situazioni e la scelta delle battute affidate a un gruppo di veri professionisti. Funziona sempre mettere alla berlina certe tipologie di personaggi e facilmente alcuni di questi tipi di “mostri” dei nostri giorni anche lo spettatore li avrà incrociati, rendendo così facile riderne senza problemi (perché i “mostri” sono sempre gli altri). La galleria di personaggi disturbati, incerti, infelici, tutti strenuamente impegnati a dare di sé un‘immagine vincente, è affidata a una bella selezione di attori, ben amalgamata, tutti protagonisti alla pari della più nota Anna Foglietta, che resta sempre nel coro (malissimo sarebbe stato mettere nel gruppo una mattatrice come Cortellesi ad esempio). La sceneggiatura è scritta da Renata Ciaravino e Gabriele Scotti e a dirigere troviamo Laura Chiossone, regista dalle molte esperienze nel campo della pubblicità, dei documentari e dei videoclip, al suo secondo lungometraggio.

spassoso

6