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Galantuomini: Amore fuorilegge sotto il sole del Salento

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Galantuomini non è un film privo di difetti, ma è talmente equilibrato, ben diretto e ben interpretato (fattore ormai sempre più raro nel cinema italiano), che merita anche qualcosa di più di un semplice elogio.

Profondo, curato nei dettagli e privo di superficialità, la pellicola è l'ottimo quarto lungometraggio di Edoardo Winspeare, incentrata su una vicenda di amore e criminalità ambientata nei territori assolati del Salento. Il magistrato protagonista (Fabrizio Gifuni) è il “galantuomo” del titolo (l'appellativo è molto usato in Puglia), ovvero il classico borghese conformista, ma anche l'uomo giusto, bravo e corretto. La storia narra della sua relazione con una boss della Sacra Corona Unita, interpretata favolosamente da una straordinaria Donatella Finocchiaro, che qui definitivamente consacra il proprio talento. Sullo sfondo ci sono però altri personaggi che, seppure secondari, brillano per la loro perfetta caratterizzazione e per gli interpreti che conferiscono loro corpo e anima, dal bravissimo Giorgio Colangeli alla graditissima sorpresa di Beppe Fiorello.

Il film ha sicuramente dei punti a suo sfavore, generati da alcune brutte sospensioni di ritmo e da qualche passo falso della sceneggiatura, ma è apprezzabile lo spunto originale e l'asciuttezza con le quali Winspeare sviluppa questa storia di criminalità organizzata (in un momento poi in cui è particolarmente difficile realizzarne una, visti il recente successo di Gomorra e la proliferazione di questo genere di pellicole). Il film non nega né banalizza un aspetto della storia italiana, ma lo rielabora riuscendo a mantenersi in equilibrio sul sottile filo che lega realtà e invenzione narrativa, documentario e fiction. I territori del Salento, di cui il regista è originario, sono ripresi in tutta la loro bellezza estetica, ma non sono mai un semplice sfondo usato come patinata cartolina sulla quale inscrivere la storia. Il paesaggio diventa piuttosto una sorta di palcoscenico senza tempo, il luogo dove prendono vita gli shakesperiani contrasti tra legge morale e travolgente passione d'amore.

Finalmente un bel film italiano al Festival di Roma, finalmente una pellicola che non ridicolizza la nostra realtà non solo storica, ma anche umana, politica e geografica.

7