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Firestarter

Nuovo remake di un classico

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Quando si vuole usare un’arma speciale, particolarmente devastante, che deve essere maneggiata con estrema cautela, si deve essere molto bravi. Maggiore attenzione va impiegata se l’arma in questione è un essere umano. In questo secondo caso sembra che le varie agenzie governative non siano proprio capaci, come abbiamo visto in altri film, da Fenomeni paranormali incontrollabili, pessimo titolo italiano per L’incendiaria – Firestarter, film del 1984, tratto dal romanzo omonimo di Stephen King (1980), di cui questo film è il remake. Ricordiamo anche Fury (con Kirk Douglas e John Cassavetes), Push del 2009, ma anche la serie tv Hanna. E, su tutti, i vari X-Men, soprattutto la figura di Laura, la ragazzina mutante di Logan. In questa rilettura, troviamo Andy e Vicky, innamorati e un po’ “alternativi” che si erano proposti come cavie per un esperimento della loro Università. Anni dopo hanno avuto una bambina, che è diventata un’undicenne con poteri straordinari ma anche pericolosi, data la sua incapacità di gestirli. Charlie infatti quando si altera per una forte emozione, incendia qualunque cosa nel suo raggio d’azione. Ovvio che simili poteri non siano rimasti nascosti e un’agenzia federale è al loro inseguimento. Per questo motivi da anni la famigliola si sposta di continuo, cercando di restare fuori dai radar di una società che mai come oggi ci può tracciare grazie alla tecnologia disponibile. Alla fine sarà solo Andy a dover scappare con Charlie, per evitarle un orrendo futuro da cavia o da arma impropria. Troppo facile dire che era meglio Drew Barrymore nel vecchio film, più bambina della quasi adolescente Ryan Kiera Armstrong, che non riesce mai a suscitare tenerezza. Lascia spiazzati trovare l’eterno ragazzo Zac Efron nel ruolo di papà giustamente apprensivo. La “cattiva” dell’agenzia segreta è una donna (par condicio di questi anni), interpretata da Gloria Reuben (la ricordiamo tanti anni fa nella serie ER). Ci sono delle variazioni rispetto all’originale, peccato che in tutti i casi fosse meglio la prima versione. Produce Jason Bloom, che prosegue nel suo disegno di fare remake di alcuni classici horror degli anni ’80. Finora dopo aver visto i rifacimenti di Amityville e Halloween possiamo concludere che erano meglio i vecchi film. Ma questo non è colpa di Bloom, produttore ad ampio raggio d’azione. Anche in mano ad altri personaggi, film celeberrimi sono stati rifatti senza particolare successo, pensiamo a La cosa, La casa, Nightmare, Venerdì 13, Le colline hanno gli occhi, Amazzavampiri e i molti film ispirati agli zombie del glorioso George A. Romero. Un’eccezione (ma si tratta di gusti) forse solo per il primo The Ring, uno dei Non aprite quella porta e L’uomo invisibile.

Era meglio l’originale

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