MovieSushi

Ex Machina: Recensione

di

Do Androids Dream of Electric Sheep?

Siamo la più evoluta forma animale del pianeta, ci sentiamo onnipotenti, ci manca solo creare una forma di vita artificiale simile a noi per sentirci davvero come Dio. Il timido anche se geniale travet-programmatore Caleb vince la lotteria sul posto di lavoro, il premio è trascorrere un mese nella dimora-laboratorio del suo capo, Nathan, il ricchissimo e geniale padrone della Blue Book, una specie di Google ancora più potente.

La dimora, raggiungibile solo dal cielo, è una specie di fortino tecnologico, isolata in una landa circondata dalle foreste, un asettico labirinto di cemento, acciaio, vetro e computer: una specie di tecnologico acquario. Là in totale solitudine Nathan persegue il suo scopo, la creazione della perfetta A.I. Ma per perfezionarla gli serve coinvolgere un elemento estraneo. Naturalmente la sua ultima creazione ha le fattezze di una bellissima fanciulla, e per "favorire l'interazione", va inserito un nuovo maschio, come diversivo rispetto al padrone-creatore (ma non sarà un trucco, come fa il mago usando un'aiutante sexy?). Caleb fa la conoscenza di Ava, perfetta, dolce, insinuante. Tristissima. Sempre sola dietro un vetro, ripresa costantemente dalle telecamere, con un cervello che funziona grazie alla massa immensa di dati che Nathan ha reindirizzato dal suo Blue Book, il pensiero del mondo. Caleb la dovrebbe valutare freddamente, come testare un qualunque elettrodomestico anche se sofisticato. Ma Ava (che si pronuncia Eva) si insinua nelle sue emozioni. Il suo flirtare è un algoritmo? Durante un blackout lo mette in guardia sui piani del sempre più alterato e dispotico Nathan. Ma anche questo farà parte del gioco all'interno del test di Turing? La macchina prova davvero sentimenti o solo li simula? E noi umani ci comportiamo poi diversamente? E Ava ama Caleb o solo finge per meglio manipolarlo? Ma questo non sarebbe la prova della sua perfetta riuscita? Non c'è ancora stato un film che come Blade Runner abbia saputo trattare l'argomento dell'intelligenza artificiale con tutte le implicazioni filosofiche, esistenziali, emotive anche, che trasudano da soggetti di questo genere (una sua versione l'ha data Spike Jonze con Her e non ci è dispiaciuta). Il film è scritto e diretto da Alex Garland, alla sua prima regia dopo molte interessanti sceneggiature, di genere diverso e un po' si perde in un finale convenzionale e in parte prevedibile, peccato perché ci sarebbe stato spazio per qualcosa di più originale e coinvolgente. Ex Machina, che riprende questo fascinoso tema senza eccessiva originalità, deve molto alle atmosfere ben ricreate (ottime la location fotografata da Rob Hardy e le musiche) e ad un ottimo cast, in cui giganteggia un attore in rapidissima crescita, Oscar Isaac. Che qui è un meraviglioso Barbablù, un perverso Frankenstein che cerca di realizzare la sua Creatura perfetta (ma per farne poi cosa?), in una versione particolare dello scienziato pazzo, solitario, infelice e ubriacone, che resterà nella memoria anche per il suo inquietante balletto-disco. Domhnall Gleeson, col suo pallore esangue, è la chiara vittima predestinate. La delicata Alicia Vikander, altra attrice in veloce ascesa, è un perfetto esemplare femminile, dolcemente manipolativa, ferreamente determinata.

 

7