MovieSushi

Ex: Brizzi all'esame di maturità

di

Ammettiamolo, quando si parla di cinema di genere in Italia, la mente vola subito all'horror o al "polizziottesco" o al "western-spaghetti" degli anni '70.

Recuperare lo stile e un certo sapere artigianale di quella gloriosa tradizione (e già vedo gli snob rabbrividire di fronte alla parola "gloriosa": vergogna!) sarebbe già un buon risultato nella demoralizzante penuria di idee e tecnica del nostro cinema, dove si salvano pochi maestri (Sorrentino, Garrone e Salvatores, per citare i tre più rappresentativi) e alcuni, troppi, abili manipolatori dell'immaginario ( i Moccia, i Veronesi, i Parenti...)

Ma anche il tentativo di cimentarsi con un genere nuovo non è affatto da trascurare.

Il genere in questione è la commedia romantica, tanto fortunata nei paesi anglo-sassoni quanto poco frequentata cinematograficamente in Italia. I film che si avvicinano di più a tale categoria sono, infatti, quelli del cosiddetto "Neorealismo rosa" degli anni '50 con i vari Poveri ma belli di Risi e Pane amore e fantasia di Comencini, ma siamo comunque molto lontani dalle sue attuali caratteristiche.

A provarci è Fausto - Notte prima degli esami - Brizzi con questo Ex, con le sue storie di amori eterni, almeno nelle intenzioni, e gli strascichi a volte esilaranti, altre commoventi, altre ancora dolorose, che portano con sè.

Il regista incrocia le storie delle sue sei coppie in un intreccio quasi altmaniano. Calma calma, ovviamente Brizzi non è Altman nè ci tiene ad esserlo e tale intreccio, un po' approssimativo, ha principalmente la semplice funzione di evitare il solito film a episodi di cui, ormai, il cinema made in Italy è saturo.

A supportarlo un cast eccezionale per qualità e quantità (definito, non a caso, dal regista: "la nazionale della commedia italiana").
Un gradino sopra gli altri Claudia Gerini, Gian Marco Tognazzi e Flavio Insinna, affiatati interpreti, rispettivamente, di una donna in procinto di sposarsi, del suo futuro marito e del prete che dovrà celebrare la loro unione ma che, però, si scopre essere l'ex amante mai dimenticato della sposa. E poi Silvio Orlando che, oltre a formare con Carla Signoris una coppia comica che ci piacerebbe molto ritrovare in futuro, si lancia in un ballo buffissimo sulle note di Sex bomb di Tom Jones che vale, da solo, il prezzo del biglietto.

È un “furbetto”, Brizzi. Nessun dubbio su questo ed il suo evitare accuratamente ogni accenno, pur vago, di cinismo (non sia mai che gli spettatori si offendano...), lo conferma.
E questa sua indole furba e commerciale gli impedisce di raggiungere la maestria e la cattiva leggerezza dei grandi della commedia. Ma, se non altro, dimostra di non avere la presunzione di usare le sue pellicole per condurre vagheggiate indagini sociologiche sugli "italians", e questo è già un piccolo pregio.

Una pellicola divertente dal "furbetto del cinemino"...

6