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Dragonball Evolution: What is the destiny

di

Quello che perseguita le pellicole tratte da Manga e Anime è davvero un destino ingrato.

I cosiddetti live action risultano spesso approssimativi, il più delle volte grossolani, e recitati quasi sempre senza cognizione di causa. Questa tendenza viene confermata soprattutto poi quando sono gli americani ad accaparrarsi i costosi diritti del manga di turno. Accadde nel lontano 1995 con l’inguardabile Fist of the North Star (aka Hokuto no Ken, meglio noto in Italia come Ken il guerriero), ripetendosi lo stesso anno con l’ambizioso Crying Freeman di Cristophe Gans, sino ad oggi, con il film ispirato alla celeberrima graphic novel di Dragonball a cui arbitrariamente è stato aggiunto il sottotitolo di “Evolution”.

Goku è un ragazzo imbranato che si divide tra gli allenamenti di arti marziali impartiti dal nonno Gohan e gli impegni della scuola. Un brutto giorno, Gohan viene attaccato da una killer al servizio del malvagio alieno Piccolo. Il ragazzo decide quindi di partire all’inseguimento del tiranno, ma l’unico modo che ha di sconfiggerlo è rintracciare le leggendarie sette sfere del drago capaci, quando raggruppate, di esaudire qualunque desiderio…

Approssimativo, incoerente e prevedibile. Senza voler tediare il lettore con l’elenco delle numerose differenze visive e narrative del film rispetto al manga, per commentare Dragonball Evolution diretto da James Wong (Final Destination, The One) basta dire che è semplicemente una delle peggiori pellicole tratte dai fumetti degli ultimi dieci, forse anche venti anni. Per avere un’idea dello scempio compiuto da regista, cast e produzione, nel realizzare il tie-in di Dragonball, bisogna ripensare a pellicole come Capitan America del 1992, oppure al primo live action dei Fantastici Quattro o, andando ancor più indietro con la memoria, ai film anni Settanta dedicati all’Uomo Ragno. In quei prodotti, come in questo, i plot originali venivano stravolti a favore di una non condivisibile re-interpretazione del regista.

Quindi, chi guarderà Dragonball Evolution da appassionato, si sentirà profondamente a disagio nel constatare quanto poco abbiano deciso di riprendere dall’opera originale. Chi, viceversa, si avvicinerà da profano al film, si annoierà davanti una trama tanto impalpabile.

Attori palesemente svogliati, accompagnati da trucco, scenografie e effetti speciali da standard televisivo, ripudiano il film di Dragonball nei campi elisi dove dimorano le licenze mal sfruttate. Noi quelle licenze continuiamo a bramarle sperando che, come avvenuto per i comics americani, anche i manga possano presto vivere all’alba di un nuovo Cinema.

Sette sfere per un desiderio: non averlo visto

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