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Downton Abbey II – Una nuova era

Niente sesso, siamo inglesi!

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In principio fu Downtn Abbey, la serie tv scritta dall’attore e scrittore Julian Fellowes, titolo nobiliare Barone, e che quindi certi ambiente li conosceva bene. Nel 2002 aveva vinto l’Oscar con Gosford Park, film diretto da Robert Altman, che già lasciava intuire la sua “poetica”. In seguito come sceneggiatore ci ha dato La fiera delle vanità, The Young Victoria, il Romeo and Juliet di Carlo Carlei e la serie The Gilded Age. Downton Abbey è la serie in costume inglese di maggior successo dai tempi di Ritorno a Brideshead del 1981, 52 episodi distribuiti dal 2010 al 2015 con un cast ottimamente scelto, che infatti è stato confermato quando si è deciso di portare la storia su grande schermo. Ambientata nella tenuta fittizia posta nello Yorkshire (in realtà la magione che si vede è l’Highclere Castle nello Hampshire), segue le vicende della Famiglia Crawley e dei loro servitori, a partire dal 1912, data dell’affondamento del Titanic, che provoca conseguenze sul versante ereditario. Sono seguiti i due film, due sequel, il primo uscito nel 2019, centrato sulla visita del Re Giorgio V e della consorte Mary alla tenuta, ambientato nel 1927. In Downton Abbey II – Una nuova era, sugli schermi dei cinema in questi giorni, ritroviamo tutti i personaggi così amati dai fan, alle prese con problemi vecchi e nuovi, negli intrecci (rigorosamente distinti) delle vicende personali della Famiglia e dei domestici. Questa volta la narrazione si svolge qualche anno più tardi e si divide su due filoni: a palazzo arriva una troupe cinematografica per girare un film, tipo di attività disprezzata dai membri più classisti del gruppo ma accettata e tollerata perché “pecunia non olet”, la magione ha bisogno di riparazioni e i fondi scarseggiano. La presenza dell’eterogeneo gruppo di stranieri, che comprende anche due noti divi oltre a un fascinoso regista, sarà però benefica per molti, in un mutuo scambio, e inoltre permette alla storia di prendere un piacevole tono da “film nel film”. Dato che siamo sull’orlo della transizione dal muto al sonoro, c’è spazio per alcune citazioni affettuose. Dalla “contaminazione” fra i due mondi scaturiranno degli sviluppi inattesi. Intanto un'altra parte della famiglia si reca in Costa Azzurra, in una splendida villa sul mare, lasciata in eredità a Violet (la sempre grande Maggie Smith) da un antico ammiratore, sconosciuto ai suoi figli e nipoti, scossi dall’inattesa rivelazione. Inutile dire che il cast si conferma splendido, comprese le new entry, un sobrio Dominic West, e la più pittoresca Laura Haddock. Anche questo film si conferma come una gradevole commedia in costume in perfetto stile inglese, orchestrata come un minuetto, dove tutti si muovono e parlano con estremo contegno, in sostanza quasi due episodi della serie tv un po’ ampliati. Sensazione incrementata proprio dalla divisione della narrazione in due diversi parti, fra il gruppo di personaggi che resta nella magione, ad accudire quei “guitti” cineasti, e l’altro gruppo che sciama sulla costa francese per raccogliere l’eredità, forse scandalosa. Ma niente paura, nessuna grave rivelazione, nessun tradimento, neppure malattie gravi possono scalfire l’imperturbabile aplomb della famiglia. Pensare che stavano correndo verso la Seconda Guerra. Il che rende quasi interessante l’idea di un terzo film, perché la “nuova era” cui allude il titolo di questo secondo episodio, si concretizzerà drammaticamente con il conflitto mondiale e il drastico rinnovamento successivo. E sarebbe divertente vedere i sopravvissuti della Famiglia alle prese con un mondo così profondamente cambiato rispetto alle loro origini.

Piacevole per chi ama il genere

7