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Divorzio a Las Vages

Il solito amore litigarello

di

Lorenzo e Elena da ragazzi si sono sposati a Las Vegas sotto effetto dei soliti funghetti. Subito dopo le loro vite hanno preso strade diverse e per vent’anni non si sono più rivisti. Lui è diventato un ghost writer in vari campi, navigando a vista fra gli ostacoli della vita, lei è diventata un’impeccabile donna in carriera, che sta per sposarsi con un riccone. Ma scopre con orrore di risultare ancora sposata. Recupera così il mite Lorenzo, che naturalmente non ha mai smesso di amarla, e finanzia un’incursione nella mitica città del vizio per un divorzio lampo. Dopo un prefissato numero di inconvenienti, come andrà a finire, osiamo mai ipotizzare, possiamo mai immaginare? A fare da contorno, ci sono l’amico-chioccia del protagonista, un fallitone apprensivo, e una rampante avvocatessa amica di lei, che è in crisi da donna in carriera. Non manca un improbabile giudice italo-americano, affidato all’attore anglo/italiano Vincent Riotta. Divorzio a Las Vegas è diretto da Umberto Carteni, responsabile di una gradevole commedia, Diverso da chi, e dal meno riuscito Studio legale. Ma se da una rapa è difficile cavare sangue, dal soggetto scritto a ben quattro mani (Alessandro Pondi, Paolo Logli, Riccardo Irrera e Mauro Graiani) era difficile tirare fuori di meglio. Divorzio a Las Vegas è un film che induce a interrogarsi sulla sua necessità, che non riesce mai a fare ridere, che infastidisce per la banalità della scrittura, che fa prevedere sono solo gli sviluppi della trama ma pure le battute. Irritante inoltre la figura della protagonista, rigida e mai ma proprio mai “empatizzabile”, interpretata da Andrea Delogu, donna di spettacolo al suo debutto come attrice e si nota molto. Giampaolo Morelli è lì perché è sempre un bel ragazzo, pure simpatico, e non gli si chiede altro Ricky Memphis rifà “Rickymemphis” in modo opaco, Grazia Schiavo è l’avvocatessa e ci sarebbe da offendersi. Tognazzi è l’antagonista, brava persona però, per essere un riccone. Si spolvera qua e là con un po’ di ecologia, per giustificare la sponsorizzazione di una nota compagnia dell’energia, mentre Lorenzo, per fare un po’ i cinefili, snocciola un certo numero di battute tratte da famosi classici del cinema. Ma non basta citare le grandi commedie per farne parte. Si nota qualche nudo gratuito, che al giorno d’oggi risalta subito. Musiche di Andrea Guerra, per il finale si è speso per avere la canzone di Elvis Viva Las Vegas.

Scontato, irritante

5